di Antonello DI PINTO
Storia di un pomeriggio particolare
Il 24 luglio 2025, alle ore 17,00, mentre Roma era preda del temuto vento africano annunciato in settimana, nella frescura della Sala Isma del Senato della Repubblica Italiana, faceva capolino uno dei dipinti piĂą misteriosi degli ultimi cento anni: La Gioconda Torlonia.

Quando si dice Gioconda non può fare a meno di dire Leonardo Da Vinci. il Genio dei geni!! Ma chi era davvero Leonardo? un pittore? un inventore? un pensatore? uno scienziato? uno statista? un mago? o semplicemente un enigmatico fannullone dalle fulgide sinapsi, che ha donato ai posteri piĂą misteri che opere? E’ noto che Michelangelo Buonarroti lo definiva uno scansafatiche, uomo di “molto” pensiero ma del “poco fare”. Ma quel pensiero era di una vastitĂ che andava oltre i confini dell’universo conosciuto, un pensiero che ha anticipato secoli di studi e di progressi. Basti pensare che il suo Uomo Vitruviano, un disegnino a penna di appena 34,4 x 24,4 cm conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, nel lontano 1977 venne inviato nella sonda spaziale Voyager, assieme ad altre 116 immagini, alla deriva negli spazi siderali. In buona sostanza, se un marziano dovesse trovare quel disegnino, avrebbe nel palmo della sua mano – ammesso che ne abbia una di mano – tutta l’evoluzione della razza umana.
Ma torniamo alla versione della Gioconda proiettata sul maxischermo della Sala Isma. Mentre ascoltavo con attenzione le parole di apertura del moderatore Luca Antonio Pepe, economista e giornalista, oltre che conduttore televisivo, mi imbatto nello sguardo enigmatico proprio di questa arcana Monna Lisa. Mi stava osservando con sospetto e un briciolo di speranza. Chi sei? – mi sono chiesto – e a chi appartieni? Era come se mi stesse chiedendo qualcosa che io non riuscivo a decodificare, qualcosa del tipo: chi sono? Chi mi ha messo al mondo? Ho provato a divincolarmi dal suo sguardo ma soprattutto dalle sue domande, concentrandomi sulle parole dell’Onorevole Alessandro Caramiello: il sud è terra fertile e rigogliosa, pronta per la semina! Il sud e le aree fragili saranno oggetto delle nostre attenzioni!! Abbiamo bisogno di idee! Chi le ha si faccia avanti! Bravo!!! – avrei voluto gridare – finalmente una persona acuta; mentre in sala scrosciavano gli applausi meritati. A quel punto gli occhi di Gioconda sembravano due lame di coltello, intanto ascoltavo con interesse le parole del Senatore Orfeo Mazzella, e poi ancora l’intervento accorato del dottor Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo parlamentare, il quale portava alla luce dati inconfutabili sulle aree interne del Sud. Una vera scoperta per il sottoscritto. Bravo! Grande! Stavo per urlare in uno slancio improvviso da tifoso ultras, o se volete da vero sudista sfegatato! Nel frattempo, vedo avviarsi sul pulpito l’inimitabile Professor Claudio Strinati, storico dell’arte, giĂ sovrintendente del polo museale del Lazio, gongolando del fatto di averlo portato in Commissione Arte, seppur con un ruolo onorario, mi appresto a godermi il suo intervento. Finalmente si parla di pittura, penso tra me e me, ammiccando la Gioconda che sembra farmi l’occhiolino. Il professore danza con le parole, con la sua innata eleganza, con la sua classe immensa, un passo di qua e due passi di lĂ , un po’ su e un po’ giĂą, con tanto di casquè finale! Strinati ha analizzato il dipinto con maestria e rigore, ripercorrendone la storia. Gioconda, pur non avendo risolto i dubbi riguardo la sua paternitĂ , sembra sorridere con tenerezza, mentre nella sala echeggiavano i copiosi applausi. A quel punto del convegno si susseguono poi gli interventi sapienti di Sara Taglialagamba, Direttrice Museo Leonardo Da Vinci e Fondazione Pedretti, una vera autoritĂ in materia, e del restauratore Antonio Forcellino, il quale ha avuto l’onore di restaurare l’opera magistralmente. Guardo Gioconda con la coda dell’occhio, è soddisfatta e appagata, tutto sta filando liscio. Il Presidente Stefano Colucci finalmente è rilassato e contento, il suo enorme lavoro è stato premiato! La restauratrice di dipinti antichi e studiosa di materiali pittorici Roberta Delgado, ci regala un saggio di tecnica ineccepibile. Finalmente arriva il momento del Presidente Stefano Colucci, il quale ci racconta che La Commissione è un organo tecnico-istituzionale che riunisce studiosi, rappresentanti delle istituzioni, operatori culturali e parlamentari, con l’obiettivo di sostenere la ricerca, la promozione e la diffusione del patrimonio artistico italiano attraverso studi, mostre, convegni, missioni culturali e iniziative legislative. La Commissione lavora in stretta collaborazione con l’Intergruppo parlamentare, che raccoglie l’adesione di cinquanta tra deputati e senatori di diversa appartenenza politica, contribuendo alla definizione di politiche culturali concrete, radicate nei territori e capaci di generare valore. Michela Colucci, sorella del Presidente, responsabile delle relazioni istituzionali finalmente sorride soddisfatta. Segue l’intervento dell’amico Pietro Quattriglia Venneri, coordinatore della Commissione, con il suo abituale lessico spedito, che un po’ invidio, maturato nelle migliaia ore di sue dirette televisive. Infine, tocca a me, Antonello Di Pinto, scrittore, pittore e cacciatore di sleepers, responsabile delle Relazioni tra Musei e Fondazioni. In pochi minuti, ossia nello spazio di una canzone, ho elencato brevemente i lavori della Commissione, proponendo altresì l’intenzione di avviare la realizzazione di un Museo temporaneo itinerante destinato alle aree interne e fragili del Paese.
Dal maxischermo Gioconda se ne va, lasciando l’immagine austera dei banchi del Parlamento.
Antonello DI PINTOÂ Â Roma 27 Luglio 2025

