di Adolfo SANSOLINI
Fedele alla sua missione di divulgazione scientifica attraverso l’espressione artistica, in questi mesi la Wellcome Collection di Londra esplora i concetti di età e invecchiamento nella mostra The Coming of Age (traducibile più o meno in Divenire Maggiorenni).
In questo evento viene analizzato l’aumento della longevità nel mondo con l’ausilio di dati e opere collegate al tema dell’età, presentando statistiche aggiornate accanto a documenti e opere d’arte che aprono una finestra sull’approccio a questi argomenti nel corso del tempo e in diverse culture.
Sono inclusi alcuni progetti inglesi rivolti alla terza età, che offrono ai partecipanti opportunità di socializzazione e stimoli alla creatività senza barriere generazionali.

L’itinerario non poteva che aprirsi con un riferimento al Giappone. È esposta l’elegante coppetta per sakè in argento, che a partire dal 1963 il governo del Sol Levante ha iniziato a donare a chi compiva cent’anni. In quell’anno i nuovi centenari sono stati 153 ma già nel 2014 il numero era salito a oltre 29.000, costringendo a cambiare l’argento in una lega di nichel, per mantenere la tradizione riducendo i costi.
Tornando in Inghilterra, il dato positivo è che una persona su quattro fra chi nasce oggi abbia un’aspettativa di vita oltre novant’anni. L’altra faccia della medaglia è che si prevede che entro il 2030 oltre un quinto della popolazione avrà oltre 65 anni, con un impatto economico molto maggiore di quello delle coppette per sakè.
I messaggi trasmessi dalle opere esposte sono di varia natura ma con la presenza costante del memento mori.
La videoinstallazione di Sam Taylor-Johnson presenta una natura morta dal momento in cui la frutta su un vassoio è ancora fresca a quando finisce coperta di muffa e di mosche. Lì accanto è presentato il bastone da passeggio di Charles Darwin, la cui impugnatura, purtroppo in avorio, raffigura un teschio con due bottoncini di vetro inseriti nelle inquietanti orbite degli occhi.

Immagini di segno diverso illustrano il tentativo, che ha attraversato i secoli, di evitare o almeno ritardare il decesso. Stampe di varia provenienza, realizzate fra il XVII e il XIX secolo, ritraggono ultracentenari, fra cui una coppia di cui è scritto che siano vissuti rispettivamente 164 e 172 anni. Bisogna ricordare che in tempi passati per stabilire l’età ci si affidava a una sorta di autocertificazione, che a volte poteva essere piuttosto ambiziosa.
In questa categoria spicca comunque Martin Parr, di cui si raccontava che fosse vissuto fino a 152 anni. Della sua vita hanno trattato varie pubblicazioni e nel XIX secolo la sua presunta veneranda età è stata utilizzata per pubblicizzare pillole e macchinari anti-invecchiamento.
Una lunga vita era la promessa legata anche alle fontane della giovinezza: una stampa tedesca del XVI secolo mostra un’attività frenetica attorno e dentro alcuni fontanoni che garantivano il ringiovanimento ai bagnanti, alcuni dei quali evidentemente trovavano l’esperienza piuttosto eccitante. Accanto alla stampa è esposta una boccetta di acqua ‘medicinale’ imbottigliata nel 1936, proveniente da una fontana della giovinezza in Florida.

Queste ansie non sono scomparse con i nostri antenati. L’Ufficio Nazionale delle Statistiche britannico offre una pagina web per calcolare la propria aspettativa di vita basata sul censimento del 2021, mentre un imprenditore americano continua a vendere costosissime attrezzature e miscugli alimentari mirati a rallentare l’invecchiamento.
Anche un contenitore crionico e gli accessori indossati da chi viene congelato trovano posto in una teca, in quanto esempi di design e di speranza che un giorno ci si possa risvegliare in un mondo migliore, in cui magari non si muoia più.
Va detto però che l’immortalità sul nostro pianeta esiste già, anche se per ora sembra riguardare solo l’hydra, un piccolo invertebrato di acqua dolce che non conosce la parola fine. La mostra include un documentario su questo misterioso animaletto senza età.
Una nota più leggera è il gioco da tavolo Game of Life, sviluppato già nel 1860 e poi prodotto industrialmente nel 1984, basato sui passaggi fondamentali dell’esistenza.
Si procede fra video, foto, poesie, dipinti, dati e installazioni, intorno allo spazio dedicato al gruppo di sculture di Serena Korda, Wild Apples (Mele Selvatiche) che sfida alcuni stereotipi negativi attribuiti tradizionalmente alle donne anziane.
In questa sezione troviamo prevedibilmente le streghe ma anche le gattare, raffigurate in una stampa satirica inglese del XVIII secolo.

Il reel di foto realizzate col supporto dell’IA dal collettivo di Singapore niceaunties (zie simpatiche) offre una serie di immagini divertenti e positive, che trascendono l’età anagrafica.
Si termina la visita entrando in una stanza in cui sono immagazzinati innumerevoli oggetti collegati a storie e statistiche.
Nonostante alcune sezioni siano più interessanti di altre, l’insieme della mostra, che rimarrà aperta fino al 29 novembre, risulta stimolante e coinvolgente.
Adolfo SANSOLINI Londra 13 Settembre 2026
