di MarcoFIORAMANTI
Roma, Trastevere – Cinema Nuovo Sacher (Largo Ascianghi, 1)
MORETTI, MASTANDREA E I GIOVANI TALENTI

Alla presenza di un caloroso e nutrito pubblico si sono svolte a Roma il 3, 4 e 5 Maggio al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti le finali del concorso di cortometraggi “#24FrameAlSecondo” per la Generazione Z (nati dal 1° gennaio 2000 in poi, ndr). Il concorso, partito nel 2023, rende omaggio a Francesco Valdiserri, diciottenne vittima di omicidio stradale, studente di Letteratura, Musica e Spettacolo alla Sapienza. 1.800 sono stati i cortometraggi presentati da oltre 70 nazioni e, tra quelli, sono stati selezionati 36 corti semi-finalisti italiani e 20 stranieri, visti da oltre 600 spettatori all’Auditorium Fabio Gallia – Palazzo Orizzonte Europa di BNL BNP Paribas a Roma.
I premi sono stati assegnati nella serata del 5 maggio da una giuria formata da critici cinematografici, giovani attori, docenti, sceneggiatori, esperti cinefili. La prima edizione su presieduta da Paolo Virzì, la seconda da Paola Cortellesi e quest’anno la nomina di presidente di giuria è andata a Valerio Mastandrea. Padrone di casa, Nanni Moretti ha assistito ai film finalisti e, rivolgendosi ai giovani registi, così ha commentato:
Vi avevano dato due regole: la durata massima di 10 minuti, e l’essere registi under 25. Io ne aggiungerei una terza: il 40% del cortometraggio deve contenere l’ironia.
I vincitori del miglior film ex aequo, sono stati Gregorio Dozzini con «Bestia feroce bestia lontana» e Leonardo Vacchio con «La compagnia del tarallo», firmato insieme a Carola Varriale.
Accanto a loro, “Lo scrivano” di Francesco Romanelli, Premio della Giuria; la regia di Elena Miccichè per “Respingenza” e “In un bel giorno di primavera” di Giorgia Biagioni e Salvatore D’Arco per il Premio Shotiko.

MIGLIOR FILM ex aequo: BESTIA FEROCE BESTIA LONTANA di Gregorio Dozzini e LA COMPAGNIA DEL TARALLO di Leonardo Vacchio e Carola Varriale.
PREMIO DELLA GIURIA: LO SCRIVANO di Francesco Romanelli
MIGLIORE REGIA: RESPINGENZA di Elena Miccichè
PREMIO SHOTIKO: IN UN BEL GIORNO DI PRIMAVERA di Giorgia Biagioni e Salvatore D’Arco
MIGLIORE ATTORE e PREMIO DEL PUBBLICO: NICO MECCIA per PROFESSIONALMENTE DISOCCUPATO
PREMIO POST-PRUDUZIONE: ALICE LATTE E MIELE di Riccardo Marino
ùPREMIO FEDERICO FRUSCIANTE: GLI OCCHI DEGLI ALTRI di Edoardo Marchetti
MIGLIOR MONTAGGIO: CONCENTRAZIONE di Federico La Rosa e Aurora Rainone
MIGLIOR CORTO DI ANIMAZIONE: ASCESO di Jacopo Iebba
MIGLIOR CORTO STRANIERO: YA HANOUNI di Lyna Tadount e Sofian Chouaib
MIGLIORE FOTOGRAFIA: TARLO di Simone Ceccomarini – DOP di Elettra Perricone
MIGLIORE SOGGETTO: CENERENTOLE NOTTURNE di Anita Colombo
MIGLIORE MIGLIORE ESORDIO: FILL di Jacopo Morrone
PREMIO SIRIO: ELENA di Daniele Spezzacatena
MIGLIORE DOCUMENTARIO: CHRISTIAN di Diego Finocchiaro
MIGLIORE ATTRICE: MELISSA ZIJNO per LA GIUSTA DISTANZA di Pietro Omodei Zorini
MIGLIORE SCENEGGIATURA: PER L’AMORE di Leandro Ianniello
MIGLIORE COLONNA SONORA ex-aequo: Michele Marra per “La compagnia del tarallo” e Nota di Volta (Alessandro e Marco Flavio Ippolitoni) per “Concentrazione”
Ai due migliori cortometraggi è andato un premio di 1.000 euro con la proiezione su Rai Cinema Channel, partner del concorso. #24FrameAlSecondo ha avuto il sostegno del Ministero per lo Sport e i Giovani, di BNL BNP Paribas, del Corriere della Sera, di Aubay e di Maviglia Assicurazioni Generali. Rai Cinema è il media partner. Patrocinio dei Nastri d’Argento. Gemellaggio con La Settima Arte di Rimini e Dominio Pubblico.

In Bestia Feroce Bestia Lontana la storia segue l’ultimo giorno nella vita di Ettore Macca – Gregorio Dozzini (Città di Castello 2003), attore protagonista e regista – mentre la sua voce fuori campo riflette sulla sua visione del mondo esterno, si rivolge a sua sorella, sua madre, suo padre, il suo ex fidanzato e sé stesso. Il cortometraggio fonde lo stile classico di ripresa digitale con il formato fotografico analogico fisso. L’opera è la lettera d’addio di una persona che ha deciso di lasciare questo mondo, uno studio sul passato, il trauma, la disfunzione familiare e la depressione.

Gregorio Dozzini ha già realizzato nel 2023 il lungometraggio Dove le ombre vanno a morire, opera prima, autoprodotta, incentrato su un viaggio intenso che esplora corpi in tensione, rabbia e paura attraverso una narrazione intima, ambientata tra Roma e Città di Castello.
Nel caos degli entusiasmi siamo riusciti a intercettare e intervistare il Direttore della Fotografia di uno dei due film vincitori ex aequo Bestia Feroce Bestia Lontana, Giulio Tonelli (Roma 1998):
-Cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera di direttore della fotografia?
R: La scelta di cimentarmi con la fotografia nasce oltre che dalla passione per il cinema da quella del disegno che pratico fin dall’infanzia. La convinzione decisiva a percorrere professionalmente questa strada è avvenuta durante una visita al Museo del Prado di Madrid. Vedere il modo in cui Velazquez, Caravaggio e Goya hanno giocato con la luce mi ha fatto appassionare definitivamente a questa disciplina, fino a farmi diplomare in Direzione della Fotografia presso l’Accademia del Cinema Renoir di Roma.
– Chi sono stati i tuoi punti di riferimento nel mondo della fotografia cinematografica?
R: Sicuramente uno dei direttori della fotografia con cui ho lavorato e imparato di più è stato Valerio Martorelli, soprattutto dal punto di vista dell’approccio umano alla storia che si va a girare e al rapporto con gli altri membri della troupe, cosa molto importante per un direttore della fotografia. A livello internazionale la mia attenzione è rivolta a due grandi direttori della fotografia: l’iraniano Darius Khondji (Amour, Seven e Delicatessen) e Robby Müller (Le onde del destino, Paris Texas, Dead man).
-Quanto è importante per te il rapporto con il regista?
R: Nel caso di questo premio, il rapporto con Gregorio (Dozzini, ndr) è stato molto stimolante. Ci siamo incontrati attraverso un contatto comune. Non ci conoscevamo, ci siamo trovati subito in sintonia. Lui è una persona molto chiara, sa già quello che vuole, è stato molto intrigante lavorare con lui anche nella ricerca delle soluzioni. È bastata una giornata di sopraluoghi per controllare le location più importanti come gli esterni che potevano creare dei problemi e l’intesa è stata immediata per ottenere il migliore risultato visivo.
-Come descriveresti il tuo stile visivo in questo film e quali sono gli elementi chiave che caratterizzano il tuo approccio alla fotografia cinematografica?
R: L’approccio ad un film è comunque dato sempre dal tipo della storia che devi illuminare. Durante questo set ho sfruttato delle fonti di luce diegetiche, quelle già presenti nella scenografia, e sono andato a rafforzarle. Abbiamo fatto una ricerca sulle lenti, abbiamo fatto dei provini, poi la mia idea è stata quella di andare a scegliere delle lenti vintage, che hanno “molti difetti”, cioè sono un po’ “sporche”, lenti costruite nella Repubblica Democratica tedesca “Pentacon”, e quei “difetti” vanno anche – da un certo punto di vista – a richiamare quell’estetica in pellicola. Un punto importante di questa storia molto dura è il connubio tra il digitale e l’analogico, le fotografie scattate in pellicola. Foto del passato e del presente, anche se sono due medium differenti, a me nel video piaceva avere un’estetica vintage che un po’ si legasse alla pellicola.
– Come commenti questo importante traguardo?
R: Il fatto che sia stato premiato come miglior film, questo tiene conto del contributo di tutti, regista, troupe e cast. È importante considerare che la selezione è avvenuta su 1800 corti a livello internazionale. Un grande traguardo! Il corto vincitore sarà in seguito visibile su RaiPlay e parteciperà al Festival di Rimini in data 22-24 maggio 2026: “La Settima Arte Cinema e Industria”.
-Prossimi progetti?
R: Uno degli ultimi corti che sto per ultimare come direttore della fotografia s’intitola “Poco di buono” di Marta Fiore ed è riuscito molto bene. Altri corti cominceranno a giugno.
Grazie Giulio e… in bocca al lupo!
Viva il Lupo!
Marco FIORAMANTI Roma 10 Maggio 2026

