Con i “Carmina Burana” di Carl Orff conclusa la stagione del Coro di Voci Bianche di Santa Cecilia

redazione

Giovedì 17 luglio, presso la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, si è degnamente conclusa la splendida stagione del Coro di Voci Bianche di Santa Cecilia diretto dalla bravissima Claudia Morelli con il travolgente e meritato successo del concerto interamente dedicato ai Carmina Burana di Carl Orff, eseguito dall’Orchestra Sinfonica Nazionale dei Conservatori Italiani diretta da Michele Spotti, con il coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretto da Andrea Secchi e come solisti Marina Fita Monfort, Omar Mancini, Matteo Mancini.

Claudia Morelli

Si è trattato di un evento dall’alto valore non solo musicale ma anche didattico e umano perché l’orchestra che si è esibita giovedì è formata dai migliori studenti dei Conservatori italiani e svolge annualmente un’intensa attività nazionale ed internazionale con l’obbiettivo di diffondere la grande cultura musicale e dare agli studenti partecipanti l’occasione di approfondire la loro formazione. Mentre il Coro di Voci Bianche di Santa Cecilia è ormai uno dei fiori all’occhiello della realtà musicale giovanile romana, trattandosi della formazione di più alto livello del percorso corale, con cantori di età compresa tra i 9 e i 16 anni circa e selezionati in modo molto rigoroso. I risultati raggiunti quest’anno sono stati veramente sorprendenti e per rendersene conto basta vedere a quali concerti i bambini e ragazzi hanno partecipato nella stagione appena conclusa: dal 21 al 24 ottobre del 2024 hanno preso parte all’esecuzione in forma di concerto della Tosca di Giacomo Puccini diretta da Daniel Harding; dal 12 al 14 dicembre ai Carmina Burana di Carl Orff diretti da Dalia Stavevska; dal 19 al 21 dicembre allo Schiaccianoci in forma di concerto di P. I. Čajkovskij diretto da Gustavo Dudamel; dal 13 al 15ebbraio all’Ivan il Terribile in forma di concerto di Sergej Prokoviev diretto da Daniele Rustioni; inoltre, nel novembre del 2024 il coro ha preso parte al Festival Nuova Consonanza, omaggiando Domenico Guaccero con l’esecuzione di Il sole e le altre stelle, replicato l’8 luglio 2025 nel corso del Festival di Musica Sacra presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme; e infine si è anche esibito insieme alla JuniOrchestra Young, un’altra delle splendide realtà giovanili dell’Accademia di Santa Cecilia.

Come si vede si è trattato di un repertorio estremamente complesso (di cui peraltro ha dato notizia e rilievo con la consueta bravura Claudio Listanti su queste pagine) e affrontato dai giovani coristi con una serietà e una concentrazione veramente sbalorditive, frutto anche della collaborazione che l’Accademia di Santa Cecilia ha saputo stabilire con le famiglie dei ragazzi, chiamate anch’esse ad un impegno non indifferente, dato che praticamente per tutta la stagione sono state previste lezioni bisettimanali di preparazione ai concerti. E frutto sicuramente delle alte qualità musicali, didattiche e motivazionali della direttrice del Coro di Voci Bianche Claudia Morelli che è stata dal 2004 al 2016 maestro collaboratore e direttore delle compagini corali giovanili dell’“Accademia Nazionale di S. Cecilia” e del “Teatro dell’Opera di Roma”; nel 2012 ha costituito la “Scuola di canto corale Nisea”, realizzando collaborazioni  con il Teatro Marrucino di Chieti e l’Ascoli Piceno Festival e collaborando con l’Orchestra italiana del cinema di Roma, l’Orchestra Sinfonica Abruzzese e l’Orchestra Sinfonica Marchigiana; dal 2019 dirige il coro di voci bianche dell’Accademia musicale Chigiana di Siena e da settembre 2022 dirige il coro di voci bianche dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma, esibendosi con alcuni tra i più grandi direttori d’orchestra della scena internazionale, come D. Dudamel, D. Gatti, V. Gergiev, L. Maazel, K. Masur, R. Muti, A. Pappano, G. Prêtre,  Y .Temirkanov.                                                                                                                   

Ma l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha potuto ottenere questi traguardi nel settore musicale giovanile grazie anche al fatto che l’insegnamento musicale delle scuole secondarie romane di primo e secondo grado ha ormai raggiunto un ottimo livello, come dimostrano le Scuole Medie Secondarie Angelica Balabanoff, Cecco Angiolieri, Belli-Col di Lana, Sinopoli-Ferrini, Toscanini, Mazzini e l’I. C. Claudio Abbado che si segnala perché la musica è considerata una parte integrante della didattica complessiva dell’Istituto, raggiungendo vertici di eccellenza come del resto anche le altre scuole citate. E tutte partecipano al Campus Musicale San Donino, giunto ormai alla sua diciottesima edizione e che riunisce tutte le estati, attraverso vari turni settimanali, gli studenti di musica dagli undici ai quindici anni dando la possibilità ai ragazzi di continuare il discorso musicale avviato durante l’anno scolastico abbinandolo a un momento di vacanza e di socializzazione con altre realtà musicali. Un panorama dunque altamente positivo a dispetto di chi continua, anche sui media, ad infangare la scuola italiana che rimane la migliore del mondo non ostante il modo vergognoso in cui sono e sono stati trattati i nostri docenti dai tutti i governi che si sono succeduti almeno nell’ultimo cinquantennio.

 Roma 27 Luglio 2025