“Colors” di Franco Fontana, il Maestro della fotografia; al via la mostra a Jesolo (JMuseo, fino al 22 Maggio)

redazione

“In generale le mie foto non sono angoscianti, sono felici, solari. C’è la gioia del colore, che è un’attitudine di vita” / “Le mie fotografie non illustrano, ma esprimono un pensiero” / “Lo scopo dell’arte è rendere visibile l’invisibile” / “Rendere visibile l’invisibile è il mio mantra. Significa mostrare a tutti ciò che tutti vediamo, ma sotto un aspetto in cui abitualmente non lo vediamo, in maniera da poterlo vedere veramente, e finalmente

Il JMuseo, nei suoi straordinari spazi espositivi, celebra Franco Fontana, uno dei più grandi fotografi a livello internazionale di tutti i tempi, pioniere della fotografia a colori, con una raffinata monografica che presenta una sintesi delle opere maggiormente iconiche del Maestro, in grande formato, realizzate tra il 1961 e il 2017. In mostra anche un’esclusiva videointervista incentrata sul lato umano dell’artista.

Franco Fontana, Colors-2025

La mostra, in programma dal 29 novembre 2025 al 22 maggio 2026 dal titolo Franco Fontana. Colors, è curata da Gabriele Accornero e Franco Fontana Studio.

Promosso e prodotto dal Comune di Jesolo, il progetto espositivo presenta una sintesi delle piĂą iconiche opere del Maestro, di cui molte in grande formato, realizzate tra il 1961 e il 2017.

La mostra è l’esito di un lungo e significativo lavoro di indagine e restauro sulle opere dell’artista, analogiche e digitali, che ha dato vita a un corpus di immagini capace di raccontare il lungo lavoro di Franco Fontana.

Franco Fontana. Colors è l’appuntamento più atteso della stagione invernale del JMuseo e intende offrire una proposta adatta ad un pubblico vasto, dai giovani agli anziani, sino alle famiglie e gli studenti. Naturalmente anche i numerosissimi appassionati di fotografia, grazie a stampe Fine art di altissima qualità, cornici museali e vetri antiriflesso, troveranno spunti di interesse per la visita.

Partendo dall’assunto che, per Fontana, tutto è o diventa paesaggio, la rassegna racconta la ricerca del maestro emiliano attraverso un allestimento, curato dallo studio Franco Fontana e dallo Studio Roberto Bernè, che conduce il visitatore verso una progressiva elevazione, alternando scene dense di umanità con paesaggi naturali quasi astratti, architetture plastiche e straordinarie immagini di gente oltre alla celebre produzione sugli asfalti.

F. Fontana, Mediterraneo

L’attenzione all’illuminazione, al posizionamento delle opere, il rispetto degli spazi, la diffusione sonora delle straordinarie musiche del compositore francese Armand Amar, una straordinaria intervista al Maestro incentrata sulla sua umanità dirompente, consentono un’esperienza al contempo immersiva ed emozionale e di grande arte.

L’approccio di Franco Fontana alla fotografia avviene alla metà degli anni Cinquanta, quando vaga per la città per documentarne la vita e gli scorci fin dai primi tempi, la scelta radicale del colore. Già dagli anni Sessanta riceve i primi riconoscimenti, come l’invito a partecipare alla terza Biennale del colore a Vienna nel 1961, o la pubblicazione di una delle sue fotografie più conosciute, quella dell’auto rossa a Praga, utilizzata come immagine di copertina dell’annuario di Time-Life e del Frankfurter Allgemeine.

Come osserva il Prof. Jean Luc Monterosso, già fondatore e direttore dell’Ecole Européenne de la Photographie a Parigi e massimo esperto di Franco Fontana, oltre che curatore della recente Retrospettiva del Maestro al Museo dell’ARA Pacis di Roma:

“Con una festa di linee geometriche e un’esplosione di colori, all’inizio degli anni Sessanta Franco Fontana ha rivoluzionato l’arte di Niépce (la fotografia ndr). Sfruttando tutte le possibilità ottiche della fotografia (inquadrature ardite, profondità di campo ridotta, inquadrature dall’alto, ecc.), ha creato immagini astratte e minimaliste attraverso una giustapposizione di colori brillanti dai forti contrasti. Questa scelta del colore, in controtendenza rispetto a tutta la fotografia classica in bianco e nero considerata artistica, lo ha reso un precursore. Eppure, nulla preannunciava che questo giovane potesse scuotere il mondo della fotografia in questa maniera. In sessantacinque anni di carriera ricca e variegata, Franco Fontana ha pubblicato una sessantina di libri, ha risposto a numerose richieste commerciali, ha organizzato un festival di fotografia a San Marino, ha tenuto numerosi workshop e ha persino partecipato, per suo piacere, al movimento di Arte Postale così mirabilmente rappresentato dai futuristi italiani. Senza dare una formulazione teorica del proprio lavoro, Franco Fontana ha sempre attinto a un’intera cultura e dialogato con tutti i principali movimenti artistici del XXI secolo: Surrealismo, Astrattismo, Minimalismo, Pop Art… Come gli autori della fotografia a colori americana, è stato un precursore e un pioniere”.

La scelta di Fontana, in controtendenza rispetto alla maggioranza dei suoi colleghi, è stata quella di rendere protagonista il colore non come mezzo, ma come messaggio, non come fatto casuale, ma come attore principale della scena. Il colore era infatti ritenuto retaggio della pubblicità, del giornalismo e dei souvenir di famiglia, parte quindi di un mondo prettamente commerciale o da dilettanti, da cui ogni seria produzione artistica doveva prendere le distanze.

Nonostante le migliaia di tentativi di copiare Fontana solo le sue opere sono uniche e irripetibili, magiche e perfettamente equilibrate: per questa riconoscibilità assoluta sono anche definite in gergo nell’ambiente “Fontanate”.

Dichiarazioni

Gabriele Accornero Advisor Franco Fontana Studio e curatore della Mostra:

“L’intento del progetto Franco Fontana. Colors è di offrire ai visitatori non solo un’esperienza di Arte fotografica ai massimi livelli ma anche un momento emozionale intenso in un contesto estetico e allestitivo massimamente curati. Franco Fontana in questo senso è poesia allo stato puro e va approcciato con cuore e spirito aperti ad uno sguardo più profondo di quello dei soli occhi. Con questo progetto il JMUSEO entra dalla porta principale nel Gotha della fotografia mondiale”.

“Mostra di presepi tradizionali e artistici”

Accanto alle opere di Fontana, il JMuseo ospiterà fino all’1 marzo una seconda esposizione intitolata “Mostra di presepi tradizionali e artistici”, a cura dell’Associazione Italiana Amici del Presepio Sede di Verona. A presiedere l’associazione è don Renzo Rocca: parroco “di periferia”, che ha trascorso una vita al fianco degli ultimi con impegno quotidiano soprattutto a favore di anziani, bambini e ragazzi in difficoltà. La mostra è, di fatto, un viaggio nella storia dell’associazione che da oltre vent’anni celebra il presepe e la sua storia, iniziata nel 1223 con la Natività di Greccio celebrata da San Francesco d’Assisi. I presepi esposti al JMuseo sono il risultato del lavoro di veri e propri maestri artigiani e spaziano dalle proposte casalinghe a quelle più elaborate, passando per i Diorami. Questi ultimi sono forse la rappresentazione più suggestiva dei momenti della tradizione: il termine “diorama” deriva da greco “dià” e “hòrama”, significa “vedere attraverso”, perché sono costruiti per rendere la soluzione prospettica e trascinare lo spettatore all’interno della scena e, attraverso essa, al momento storico.

Il JMuseo

JMuseo è una presenza unica nel panorama urbano: la sua distintiva geometria triangolare circonda la struttura architettonica di un’atmosfera affascinante e innovativa. Un edificio luminoso ed accogliente, concepito con una prospettiva eco-friendly dove la luce naturale che entra dal grande lucernario gioca un ruolo centrale.

FRANCO FONTANA – COLORS

“Il Maestro della fotografia”

a cura di Gabriele Accornero e di Franco Fontana Studio

Roma 30 Novembre 2025