“Carlo Levi e l’Arte della politica. Disegni e opere pittoriche”, in corso a Villa Torlonia, Casino dei Principi, fino al 22 marzo

di Silvana LAZZARINO

Artista torinese, politico e intellettuale Carlo Levi (Torino 1902- Roma 1975), pittore, letterato, ha saputo in modo straordinario restituire un ritratto intenso e avvolgente dell’umanità con le sue sofferenze, la volontà di rialzarsi attraverso l’uso della parola e della pittura. Questi i mezzi privilegiati per descrivere la realtà per quella che è, senza infingimenti, nella sua essenza seppur cruda e drammatica, ma anche attraversata da tratti di luce e occasioni di riconciliazione.

La grande passione per la vitala sua specie di amorosa curiosità nei confronti di tutte le forme umane del vissuto

come affermava il suo amico Jean Paul Sartre rappresentano un punto fondamentale della sua esistenza dove il rispetto per la stessa vita riveste un ruolo fondamentale diventando punto di partenza per il suo impegno politico come anche per la sua arte.

Carlo Levi, Autoritratto con orologio e pennelli

Di famiglia ebrea molto in vista a Torino, Carlo Levi decide di abbandonare presto la sua professione di medico per dedicarsi alla politica, alla pittura e alla scrittura guardando sempre agli ideali di fratellanza e solidarietà. E’ quanto si evidenzia nella mostra attualmente presso i Musei di Villa Torlonia negli spazi del Casino dei Principi in corso fino al 22 marzo 2020, “Carlo Levi e l’arte della politica.  Disegni e opere pittoriche”  su iniziativa del Centro Carlo Levi di Matera e in associazione con la Fondazione Carlo Levi. L’esposizione promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, mette in luce la poliedrica personalità di Levi che spazia dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno, guardando con attenzione alla sua produzione legata alla “grafica politica” sulle pagine del quotidiano “L’Italia Socialista” diretto da Aldo Garosci realizzata per la maggior parte a cavallo degli anni 1947-1948.

Carlo levi, Natura morta con aringhe

Curata da Lorenzo Rota, Mauro Vincenzo Fontana, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, la mostra presenta una sezione dedicata ai disegni politici circa 58, che raccontano, in forma artistica sintetica e ironica, la stagione politica di formazione dell’Italia Repubblicana  e l’altra dove è esposto un nucleo di 46 opere pittoriche dell’artista (nella maggior parte di proprietà della Fondazione Carlo Levi, con alcuni prestiti inediti di collezioni private) riferibili al periodo cronologico 1932-1973 . Nella sezione dedicata ai disegni politici viene fatto riferimento al passaggio cruciale che porterà, dal 1949, alcuni protagonisti di quella stagione (Olivetti in primis) all’impegno nella “politica del fare”.

Le opere pittoriche integrano lo scorrere delle vicende storiche toccate dal giornale e dalle vignette, segnalando di volta in volta affinità stilistiche, riprese tematiche e sottolineando anche l’assoluta originalità e autonomia del Levi illustratore satirico rispetto all’artista o all’autore di “Cristo si è fermato a Eboli” o del romanzo “L’orologio” uscito nel 1950 che rappresenta la controparte letteraria delle stesse vicende illustrate dalle tavole grafiche. Inoltre con le tavole grafiche esposte, il romanzo “L’orologio” condivide lo stesso humour ironico e l’acuta capacità di analisi storica.

Tra gli oli presenti in mostra accanto a molti ritratti dei protagonisti dell’ambiente politico di quegli anni, sono i quadri legati agli anni della guerra e nature morte, fino alla ripresa delle tematiche meridionaliste, in chiave di “realismo sociale”, tanto care all’autore.

Edito da Giannatelli di Matera il catalogo della mostra riunisce testi di Lorenzo Rota, Giampaolo d’Andrea, Filippo Laporta, Nicola Filazzola, Mariadelaide Cuozzo, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Michele Tavola, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna.

Carlo Levi, Scena Allegorica

Nella prodizione di Carlo Levi vanno ricordati anche i dipinti dove sono rappresentate raffigurazioni di città, piccoli paesi, borghi in cui si inseriscono talora figure umane, e ancora scorci con tetti, case, particolari e primi piani di alberi  specie i carrubi visti quali simbolo del passare del tempo proprio come per la vita dell’uomo. Dipinti  che, come pagine di un diario, poco a poco svelano accanto al percorso geografico, fatto di luoghi precisi e spazi riconoscibili, il cammino biografico ed esistenziale dell’artista in cui si riflettono legami, affetti ed esperienze culturali. Emerge un autore eclettico che ha saputo prendere e rielaborare le diverse tendenze e generi dell’arte italiana e francese: così Casorati, De Chirico, i post impressionisti, i Fauves, fino ai surrealisti come Magritte diventano punti di riferimento preziosi per la sua arte che scandaglia entro i ritmi ora sereni e armoniosi, ora incerti e tormentati dell’esistenza.

Silvana LAZZARINO    Roma 12 gennaio 2020

Carlo Levi e l’arte della politica

Disegni e opere pittoriche

a cura del Centro Carlo Levi di Matera e della Fondazione Carlo Levi; fino al 22 marzo

Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi. Via Nomentana, 70 – Roma Orario: da martedì a domenica ore 9.00 – 19.00; chiuso: lunedì.

Per informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

www.museivillatorlonia.it