di Silvana LAZZARINO
A Cortina D’Ampezzo (BL) “Brain thinking models and drawings by Jan Fabre” presso la Mucciaccia Gallery, fino al 12 Aprile 2026
Un rinnovato sguardo sull’esistenza a cogliere il suo senso più profondo tra luci e ombre dove si incanala la ricerca di verità tra visibile e invisibile a superare quel confine tra arte e vita, viene restituito da Jan Fabre (Anversa, 1958) artista belga, con la sua opera visionaria e provocatoria che accoglie il simbolo e la memoria utilizzando le potenzialità dei diversi linguaggi dal disegno alla scultura, dal teatro alla performance compresa la scrittura. La vita e la morte, la metamorfosi, il corpo e la memoria sono tematiche che ricorrono nei suoi lavori dove emergono e si celano simboli di grande forza evocativa tra cui lo scarabeo, il cavaliere: rispettivamente a suggerire la trasformazione vista anche come rinascita e la lotta quale conflitto interiore e ad un tempo sfida verso la ricerca della verità. Spesso provocatori e teatrali i suoi lavori dove sono riconoscibili materiali non convenzionali, mirano a sorprendere lo spettatore invitandolo a riflettere sull’eterno dualismo di corpo e spirito, finito e infinito.
Alla sua opera che seppur parlando di mistero e inquietudine, fragilità e forza, diventa strumento primario di pensiero, sperimentazione e conoscenza, è dedicata la mostra “Brain thinking models and drawings by Jan Fabre” in corso a Cortina D’Ampezzo (BL) alla Mucciaccia Gallery fino al 12 aprile 2026.
Nelle 25 opere esposte (11 disegni e 14 sculture) l’immagine del cervello, organo del pensiero e simbolo della coscienza, viene presentata quale metafora della creazione artistica: uno spazio complesso e instabile, attraversato da impulsi contraddittori, intuizioni improvvise e ossessioni ricorrenti. D’altra parte, i due emisferi del cervello sinistro e destro sono deputati a funzioni diverse eppure complementari: il sinistro a quella logico e razionale, il destro a quella intuitiva e spaziale e le due dovrebbero agire in modo equilibrato così da permettere alla persona di passare da un atteggiamento coerente ad uno spontaneo a seconda delle necessità che si manifestano di volta in volta.
Entrambi i pensieri convergente e divergente legati al razionale e alla disciplina, all’impulso e alla metamorfosi sono indagati nelle opere di Jan Fabre per mettere in discussione gli stessi loro confini che diventano sempre più ravvicinati. Tra l’altro i concetti di ordine e caos, precisione ed eccesso, sono centrali nella sua poetica dove emerge una visione dell’arte che diventa pratica conoscitiva, vicina alla ricerca scientifica.
Anche in questo contesto si nota come il disegno non rappresenti solo un mezzo espressivo, ma diventa una vera e propria pratica di esplorazione interiore e di dialogo con il mondo. Attraverso la linea, Jan Fabre indaga i confini tra realtà e immaginazione, facendo del gesto grafico un atto di riflessione profonda e di continua ricerca del senso a questo viaggio quale è l’esistenza dove l’individuo è chiamato a confrontarsi con le sue fragilità e le sue convinzioni.
Disegni e sculture, dove è presente l’interazione tra arte e scienza, immaginazione e metodo, restituiscono un nuovo ascolto interiore tra ciò che si è stati e ciò che si è, tra memoria e presente dove l’innovazione tecnologica e la scienza non possono non lasciare spazio all’umana spontaneità e a quel vissuto emozionale che chiede ascolto.
Le opere presentate offrono il ritratto di una mente costantemente impegnata a elaborare schemi per interpretare la realtà e, al contempo, a sfidarla. Il tratto grafico diventa allora una testimonianza concreta del pensiero: un gesto reiterato, quasi compulsivo, che si stratifica nel tempo, dando origine a nuove prospettive e visioni.
Entrare nell’universo creativo di Jan Fabre equivale a immergersi in una fucina mentale in cui l’opera si rivela non soltanto come esito conclusivo, ma come un percorso in divenire, una ricerca incessante e un confronto con l’incertezza. Si tratta di un percorso di scoperta che si snoda attraverso la corporeità, la materia e l’energia visionaria dell’immaginazione dove ogni aspetto e ogni dettaglio diventa parte di un dialogo profondo con il mondo e con se stessi.
Silvana LAZZARINO 1 Marzo 2026
Brain thinking models and drawings by Jan Fabre
Mucciaccia Gallery, via Cesare Battisti 7. Cortina D’Ampezzo (BL),
Orari: tutti i giorni 10.00 – 13.00 | 16.00 – 20.00
Apertura al pubblico: fino al 12 aprile 2026
Contatti: Tel. +39 0436 060026;
Instagram: mucciacciagallery

