di Antonio E.M. GIORDANO*
*Dedicato a: All’avv. Silvia Giancola, in grata memoria di Suo padre dott. Claudio Giancola*
Una stampa seicentesca conservata nel Museo Etnografico “C. Giancola” di Collio, in Val Trompia, collezione del dott. Claudio Giancola (1949-2014).
L’opera, incisa da Silvestro Pomarède, dichiara esplicitamente di derivare da un dipinto perduto di Tiziano e traduce in immagine i versi del Trionfo della Morte di Francesco Petrarca. Il testo ripercorre la fortuna iconografica del tema: da I Trionfi di Petrarca, alla xilografia del 1545 su invenzione tizianesca per Francesco Marcolini, fino all’incisione barocca di Pomarède a Roma nel 1670.


*1. Descrizione e iscrizioni: la chiave di lettura*
La stampa raffigura Il Trionfo della Morte secondo l’iconografia petrarchesca. Sopra un carro tirato da una coppia di buoi, siede la Morte armata di falce. Dietro di lei tre figure femminili filano: sono le Parche. In basso una strage di re, guerrieri e dame testimonia l’uguaglianza di tutti davanti alla morte. Nel margine inferiore corre un’iscrizione latina fondamentale, su tre registri:
*Trascrizione diplomatica:*
> _TRIVMPHVS MORTIS a Francisco Petrarcha versibus elegantissime scriptus, atque in Archetypa Titiani celeberrimi Pictoris Tabula, quae Domini Ioannis Michilli Romani Iuris est, vivis coloribus ad artis miraculum expressus, heic aeri incisus apparet._
> _Fila hominum vitae nostris cito currite fusis = Dixerint stabili fatorum numine Parcae = Clotho, Atropos, Lachesis, MORS namque agit alta triumphum._
> _Tabula Originalis à Titiano dipicta iuris est [corrente Anno à Christ. 1670] Isaaci Tamineau Armigeri Angli. Titianus pinxit. F. Ant. Ratti del. Syl. Pomarède sculp._
*Traduzione integrale in italiano:*
_“IL TRIONFO DELLA MORTE, scritto in versi elegantissimi da Francesco Petrarca, e qui inciso nel rame secondo il prototipo del celeberrimo pittore TIZIANO. La tavola, dipinta a vivissimi colori a miracolo d’arte, appartiene al Signor Giovanni Michilli, Giureconsulto Romano._
_Filate, o fusi, presto correte il filo della vita degli uomini. Dissero le Parche per stabile volere del Fato: Cloto, Atropo, Lachesi. La MORTE infatti celebra un grande trionfo._
_Il dipinto originale eseguito da Tiziano appartiene, nell’Anno del Signore 1670, a Isaac Tamineau, Gentiluomo inglese. Tiziano dipinse. F. Antonio Ratti disegnò. Silvestro Pomarède incise.”_
L’iscrizione chiarisce tutto: il soggetto è Petrarca, il modello è “di Tiziano”, l’esecutore è Pomarède a Roma, e nel 1670 il dipinto di riferimento era già in una collezione inglese.
*2. Petrarca, Tiziano, Marcolini 1545: la fonte dell’immagine*

Pomarède non inventa nulla. Traduce in bulino un’invenzione grafica già pubblicata a Venezia.
Nel 1545 Francesco Marcolini pubblica I Trionfi di M. Francesco Petrarca con xilografie su invenzione di Tiziano Vecellio e intaglio di Niccolò Boldrini detto “il Piccolo”*¹.
L’incisione di Pomarède illustra alla lettera il Trionfo della Morte III, vv. 49-90:
*Francesco Petrarca, Trionfo della Morte III, vv. 49-60 Le Parche:*
Vidi quattro destrieri andare al paro, / di color bruno e di pel così spesso / ch’a pena il veder gli occhi era sì chiaro. /Sovra un carro trïunfal sedea d’esso / una donna, d’acciar vestita e d’oro, /con un arco in man teso e un turcasso. / E vidi poi di lei seguir tre donne / che filavano, e ‘l filo era in tre guise: / l’uno era d’oro, e l’altro di seta, / e l’altro di lana grossa e ruvide gonne. / Cloto, Lachesi et Atropos nomate / fur da’ poeti; e di lor vita tesse / ciascuna, e ‘nfin a un certo segno visse._²
*Francesco Petrarca, Trionfo della Morte_ III, vv. 61-78 La strage:*
> Ivi eran quei che ‘l mondo chiamò divi: / Augusto, Cesare e l’imperio tutto; / Pompeo, Annibale e l’uno e l’altro Drusi; / Fabrizi, Scipïoni e ‘l buon Fabricio, / Marcello, Paulo, Catone e molti altri, / ch’a nomar tutti saria lungo inditio. m/ Ivi Cleopatra con l’amato sposo / vide; et ivi era Didone infelice / con quella spada ond’ebbe il cor forato._³
_“Vidi poi dietro di lei tre donne che filavano, e il filo era di tre tipi: uno d’oro, uno di seta, e l’altro di lana grossa. Furono chiamate Cloto, Lachesi e Atropos… Ivi erano Augusto, Cesare, Pompeo, Annibale, gli Scipioni, Catone… Ivi Cleopatra e Didone infelice con la spada con cui si trafisse il cuore.”_
La xilografia del 1545 è essenziale e grafica. L’incisione di Pomarède del 1670 ne riprende la composizione ma la trasforma in chiave barocca: più chiaroscuro, più pathos, più teatralità.
*3. “Archetypo TITIANI”: un dipinto perduto?*
La formula “atque in Archetypa Titiani” è la più interessante. Nel Seicento poteva indicare tre cose: un dipinto autografo di Tiziano, poi perduto; un disegno/invenzione di Tiziano eseguito dalla bottega; una composizione “alla maniera di Tiziano”.
Oggi gli studiosi propendono per l’ipotesi 2. È probabile che Tiziano abbia fornito il disegno per l’edizione Marcolini e che la stessa invenzione sia stata poi dipinta su tavola per un committente romano. Quel dipinto, passato da Giovanni Michilli a Isaac Tamineau, è oggi perduto. La stampa di Pomarède ne è quindi l’unica testimonianza visiva diretta.
*La catena è:*
*Petrarca 1350 → Invenzione grafica Tiziano/Boldrini 1545 → Dipinto di bottega perduto → Incisione Pomarède 1670 → Collezione Dott. Claudio Giancola → Museo Etnografico “C. Giancola” Collio*
*4. Un documento di storia dell’arte*
L’esemplare di Collio non è solo una bella stampa. È un documento che lega in un unico oggetto letteratura, pittura e incisione. Unisce Petrarca, Tiziano, il mercato editoriale veneziano del Cinquecento e il collezionismo romano del Seicento. Giunta in Val Trompia grazie alla passione del dott. Claudio Giancola, rappresenta oggi una testimonianza rarissima della fortuna di un’invenzione tizianesca.
Antonio E.M. GIORDANO Roma 2 Agosto 2026
NOTE
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G. Dillon, _Tiziano e la stampa di traduzione_, in _Tiziano_, catalogo della mostra, Venezia, 1990, pp. 112-119.
-
F. Petrarca, _Trionfi_, a cura di M. Ariani, Milano, Mursia, 1988, _Trionfo della Morte_ III, vv. 49-60.
-
Ivi, vv. 61-78.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE





