Arianna Ninchi come Eleonora Duse: al Teatro di Documenti in scena “La donna del mare” di Henrik Ibsen (Via Zabaglia 42, fino al 26 Aprile)

di Marco FIORAMANTI

Roma – Teatro di Documenti – Via Zabaglia, 42

LA DONNA DEL MARE di Henrik Ibsen

con Arianna Ninchi (Ellìda), Marco Bellizi (lo Straniero), Stefano Licci (il marito Wangel), Luca Manneschi (il giovane scultore Lyngstrand), Rosario Tronnolone (l’amico Arnholm)

Regia Rosario Tronnolone

Luci e fonica Paolo Orlandelli

Arianna Ninchi (Ellìda)

Fino al 26 aprile

L’INDELEBILE RESPIRO DELL’ACQUA

Wangel: Sei proprio come il mare, Ellida!

Ellida: E anche questo è terribile.

Wangel: Anche tu attrai e riempi di paura nello stesso momento.

(da Ibsen, Frauen fra havet, 1888)

Patrocinato dall’Ambasciata di Norvegia ha debuttato il 21 aprile al teatro romano di Documenti a Testaccio lo spettacolo di Henrik Ibsen La donna del mare (Fruen fra havet, 1888) in scena fino al 26 aprile. La data della prima è stata fatta coincidere con l’anniversario della morte di Eleonora Duse che interpretò magistralmente il ruolo della protagonista, Ellìda Wangel, ora affidato alle sensibili arti sceniche di Arianna Ninchi.

Stefano Licci (dott. Wangel) e Arianna Ninchi (Ellìda, sua moglie)

Uno dei capolavori del drammaturgo norvegese – profondo conoscitore dell’animo umano – La donna del mare è la storia di una sirena contemporanea, costretta sulla terraferma, chiusa dentro a un fiordo, che vive lacerata dalla nostalgia dell’oceano, avverte il richiamo dell’infinito mare, inteso come vastitĂ , anelito al sublime e viene posta davanti alla responsabilitĂ  di una scelta. Figlia del guardiano del faro di una cittĂ  sul mare aperto vorrebbe liberarsi dalle maglie di un matrimonio convenzionale, l’amore verso un marinaio di molti anni prima risveglia in lei l’inconscio richiamo del mare e la seduzione verso il mistero dell’ignoto, verso una libertĂ  assoluta e totalizzante.

Ellida: Io ritengo che se gli uomini si fossero abituati a vivere sul mare, o addirittura nel mare, adesso saremmo più perfetti di come siamo. Più buoni e più felici. […]

Arnholm: […] Mi sembra sia troppo tardi per poter riparare quello sbaglio.

Ellida: […] Creda a me: questo, proprio questo è il motivo più segreto della tristezza degli uomini.

Marco Bellizi (lo Straniero) e Arianna Ninchi (Ellìda)

Travolta dall’inquietudine e tentata da un ultimo decisivo segnale, Ellìda si trova improvvisamente libera di esprimere il desiderio di una scelta, e allora è questione di coraggio, divisa tra il senso di umana, fraterna pìetas nei confronti del marito e quello passionale da afferrare con la violenza tipica della sirena dai denti aguzzi.

Un dramma profondamente umano che tutti gli attori – in primis la protagonista, Arianna Ninchi, una Ellìda commovente e piena nella voce, divisa tra slancio e rimpianto – hanno saputo affrontare con grande bravura, eleganza e capacitĂ  interpretativa. A seguire Stefano Licci (il marito Wangel), disperato, sospeso a un filo sottile; Marco Bellizi (lo Straniero), colui che ha promesso di amarla “persempre”, ed è tornato a riprenderla, e infine le due figure maschili: Rosario Tronnolone – perfetto nei tempi di regia, oltre ad interpretare l’amico fidato Arnholm – e Luca Manneschi (il giovane scultore Lyngstrand) brillante attore di sicuro avvenire.

Spettacolo da non perdere.

Rosario Tronnolone (l’amico Arnholm) e Luca Manneschi (il giovane scultore Lyngstrand)

Marco FIORAMANTI  Roma  23 Aprile 2026