di S. R.
Domenica 1° marzo presso la Sala Petrassi dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia (replicata il lunedì 2 per le scuole) si è tenuto il coinvolgente spettacolo Attenti al coro: tra Classico, Jazz, Rock e Pop, insieme istruttivo e divertente e che ha riscosso un grandissimo successo tra gli adulti e i giovanissimi che hanno affollato la Sala.
Condotto brillantemente dalla responsabile del settore Education Laura de Mariassevich, che oltre alle già note capacità didattiche, organizzative e musicali ha rivelato una sorprendente abilità di conduttrice e un’indubbia presenza scenica, lo spettacolo si è avvalso della preziosa partecipazione di Greg, al secolo Claudio Gregori, che invece, accanto alle già conclamate doti di attore e musicista, che ne fanno uno dei personaggi dello spettacolo più amati in Italia, ha rivelato particolari capacità didattiche, nel saper rendere semplici e divertenti anche concetti complessi come musica modale, tonale, polifonica e guidando il pubblico in un viaggio appassionante da Guido d’Arezzo ai Queen. Ma a decretare il grande successo dell’iniziativa è stata anche l’eccezionale performance messa in atto dalla Cantoria dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia guidata da un appassionato e coinvolgente Ludovico Vesino e dal Coro di Voci Bianche diretto dalla bravissima Claudia Morelli. Di quest’ultimo gruppo vocale About Art aveva già scritto a chiusura della precedente stagione concertistica (27 luglio) rimarcando come esso sia ormai considerato
«come uno dei fiori all’occhiello della realtà musicale giovanile romana, trattandosi della formazione di più alto livello del percorso corale, con cantori di età compresa tra i 9 e i 16 anni circa e selezionati in modo molto rigoroso».
E che ha saputo spaziare dai Carmina Burana di Carl Orff allo Schiaccianoci di P. I. Čajkovskij all’Ivan il Terribile in forma di concerto di Sergej Prokoviev, solo per citare alcune delle ultime esibizioni del Coro. «Come si vede si è trattato di un repertorio estremamente complesso (di cui peraltro ha dato notizia e rilievo con la consueta bravura Claudio Listanti su queste pagine) e affrontato dai giovani coristi con una serietà e una concentrazione veramente sbalorditive, frutto anche della collaborazione che l’Accademia di Santa Cecilia ha saputo stabilire con le famiglie dei ragazzi, chiamate anch’esse ad un impegno non indifferente, dato che praticamente per tutta la stagione sono state previste lezioni bisettimanali di preparazione ai concerti», come rimarcavamo appunto nell’articolo appena citato, dove aggiungevamo anche che l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha potuto ottenere questi traguardi nel settore musicale giovanile grazie anche al fatto che l’insegnamento musicale delle scuole secondarie romane di primo e secondo grado ha ormai raggiunto un ottimo livello, come dimostrano le Scuole Medie Secondarie Angelica Balabanoff, Cecco Angiolieri, Belli-Col di Lana, Sinopoli-Ferrini, Toscanini, Mazzini e soprattutto l’I. C. Claudio Abbado, che si segnala perché la musica è considerata una parte integrante della didattica complessiva dell’Istituto, raggiungendo vertici di eccellenza come del resto anche nelle altre scuole citate. Un panorama dunque finalmente positivo, almeno sotto questo aspetto a dispetto di chi continua, anche sui media, ad infangare la scuola italiana che rimane la migliore del mondo non ostante il modo vergognoso in cui sono e sono stati trattati i nostri docenti dai tutti i governi che si sono succeduti almeno nell’ultimo cinquantennio.
S.R.  Roma 8 Marzo 2026
