di Claudia ZACCAGNINI
Il mese di aprile si apre alla Galleria SottoSopra di Roma con l’esposizione personale di alcune importanti opere che hanno segnato il percorso artistico di Mauro Molinari (Roma 1942).
Il lavoro creativo dell’artista si esprime con la presentazione al pubblico di quindici tele di grande formato, realizzate in un arco cronologico che corre dal 2010 al 2026 (Fig. 1).

Il tema è quello dedicato al condominio, fase elaborativa nella quale egli dimostra con la pittura il suo interesse specificamente sociale. La sua riflessione, appuntata ormai da diversi anni sull’analisi della condotta e delle relazioni tra singolo uomo e gruppo, coglie nell’idea del condominio e del suo istituto giuridico la perfetta metafora della descrizione dei comportamenti sociali attuali, divisi tra una forzosa gestione delle parti in comune, sovente terreno di disaccordo, e la strenua difesa della proprietà privata.
Il soggetto è al centro del più ampio capitolo sull’alienazione dell’uomo contemporaneo e sulla sua incapacità di tessere rapporti interpersonali soddisfacenti, che gli possano assicurare una buona vita dalla quale bandire l’ingiustizia sociale, la diseguaglianza, l’incapacità di essere autentici nel contatto con gli altri, l’infelicità (Fig. 2).

La mostra, intitolata Condominio: istruzioni per la sopravvivenza, ha il carattere di un grande affresco sociologico, tra l’ironico e il drammatico, della condizione umana del nostro tempo.
Molinari si assume la responsabilità dell’osservatore attento e, mediante la sua pittura, denuncia i mali della nostra epoca. Nella sua comédie humaine, accolta negli spazi dei grandi edifici abitativi urbani, non si coltivano autentici rapporti di buon vicinato. I diaframmi murari, seppur sottili, assomigliano a delle insormontabili pareti rocciose, tanto è difficile comunicare gli uni con gli altri. La prossimità fisica non collima con una auspicabile vicinanza emotiva (Fig. 3).

Si hanno gli stessi luoghi di passaggio, tra ascensori, pianerottoli e scale ma la condivisione è prudente e silenziosa, banalmente cortese nei saluti che non appuntano gli occhi in quelli dell’altro inquilino. Eppure dietro ogni porta c’è una storia, una vita da scoprire, un frammento di gioia o dolore di un’umanità che avrebbe la profonda necessità di compartecipare alle esperienze dell’altro (Fig. 4).

L’artista posa lo sguardo sul vissuto di questi individui, frugando con meticolosa attenzione nei diaframmi aperti nelle ritmiche strutture in cemento, dalla ossessiva regolarità. Dalle finestre illuminate sporgono i volti di tante illusioni, di occasioni perdute, di rabbia repressa e fragilità.
Molinari, con la sua consueta maestria disegnativa, offre allo sguardo dell’osservatore uomini e donne dall’impeccabile eleganza, tra cromie spesso festose e leggere, che contrastano con i veri sentimenti espressi dai loro volti, maschere dagli sguardi ambigui, a volte ammiccanti, a volte profondamente tristi (Fig. 5).

Il suo compito d’artista è quello di rendere le sue creazioni un’esperienza inclusiva, un accogliente canovaccio composto di seducenti tonalità e di innumerevoli narrazioni. Tra le sue pagine incompiute ognuno può riconoscersi o leggere nella familiarità del quotidiano, tra un caffè fumante e una bevanda gassata, il vissuto dei molteplici attori Fig. 6).

L’artista analizza nelle sue raffinate opere pittoriche lo stato di profondo isolamento, morale e materiale, che caratterizza la condizione umana contemporanea. Osserva ma non giudica. Anzi, sovente stempera le tensioni che genera l’esistenza in coabitazione con la sua frizzante ironia. Alla catastrofe emotiva del nostro tempo, contrappone il desiderio di rompere gli schemi di tali ingrigite esistenze e della forzata prigionia, in favore di un crescente e inarrestabile senso di libertà (Fig. 7).

La via di fuga da una condizione spirituale claustrofobica è impersonata da Molinari nella sagoma di un piccolo uomo non riconoscible – suo alter ego ?- che con il favore delle stelle assapora, correndo sui tetti con incontenibile energia, una vibrante gioia alla ricerca della sua nuova felicità.
L’esposizione è accompagnata da un bel catalogo critico, dedicato alla scomparsa moglie dell’artista, Emauela Carone, nel quale trovano spazio i testi di Giulia Vignapiano e della scrivente che offrono una diversificata lettura del lavoro artistico di Mauro Molinari sul condominio.
Claudia ZACCAGNINI 5 Aprile 2026
Mostra personale:
Mauro Molinari – Condominio: istruzioni per la sopravvivenza
A cura di:
Claudia Zaccagnini e Rosanna Cerutti
Vernissage: 11 aprile ore 18,00
Galleria SottoSopra Via Ardea, 10 (San Giovanni) Roma
