di Marcantonio MASSIMO
La mostra Il tempo della devozione affronta il tema della spiritualità medievale attraverso un nucleo selezionato di manoscritti liturgici e devozionali che restituiscono con chiarezza il ruolo centrale del libro come oggetto di culto, strumento di meditazione e simbolo di status sociale tra
XIV e XV secolo.
Il percorso espositivo ruota attorno a opere di straordinaria rilevanza storica e artistica, come il celebre Offiziolo Visconti, commissionato da Gian Galeazzo Visconti e miniato da maestri attivi nell’orbita lombarda tardogotica, esempio emblematico di come la devozione privata delle élite si traducesse in manufatti di eccezionale raffinatezza formale, in cui la preghiera quotidiana si intreccia a un programma iconografico attentamente calibrato sul prestigio del committente.
Accanto a questo, spiccano i Libri d’Ore di area franco-fiamminga e italiana, veri e propri bestseller del tardo Medioevo, la cui diffusione testimonia una progressiva interiorizzazione del culto e un rapporto sempre più personale con il sacro; le miniature che accompagnano i testi, spesso attribuibili a botteghe di alto livello, mostrano una crescente attenzione al dato naturalistico, alla narrazione e alla resa emotiva delle scene sacre, anticipando istanze che troveranno piena maturazione nel Rinascimento.

Particolarmente significativo è anche il Salterio miniato, strumento fondamentale della preghiera monastica e laica, in cui l’apparato figurativo non ha una funzione meramente decorativa ma guida il lettore in un percorso meditativo scandito dal ritmo dei salmi, secondo una concezione del tempo liturgico che struttura l’intera esperienza religiosa.

La mostra evidenzia con efficacia come questi volumi fossero il risultato di un complesso lavoro collettivo, che coinvolgeva copisti, miniatori e committenti, e come il libro manoscritto rappresentasse un oggetto di altissimo valore economico e simbolico, spesso
destinato a essere tramandato come bene dinastico.
Dal punto di vista storico-artistico, l’esposizione permette di cogliere le differenze stilistiche tra le diverse aree di produzione, mettendo in dialogo la cultura visiva lombarda con quella transalpina e sottolineando il ruolo dell’Italia settentrionale come snodo fondamentale nella circolazione di modelli iconografici e testuali. L’attenzione riservata ai testi, alle loro varianti e alla funzione devozionale dei manoscritti rende la mostra particolarmente interessante anche per un pubblico di studiosi, offrendo spunti di riflessione sul rapporto tra immagine, parola e pratica religiosa in un’epoca di profonda trasformazione della spiritualità occidentale. In questo senso.
Il tempo della devozione si inserisce coerentemente nel solco di recenti ricerche e rassegne internazionali dedicate al libro miniato e alla devozione privata, come alcune mostre organizzate
negli ultimi anni da grandi istituzioni museali europee, senza forzare confronti ma contribuendo con autorevolezza a un dibattito ancora estremamente vivo nella storiografia contemporanea.
BIBLIOGRAFIA
Millard Meiss, French Painting in the Time of Jean de Berry, London–New York 1967.
Jonathan J.G. Alexander, Medieval Illuminators and Their Methods of Work, New Haven–London 1992.
Christopher de Hamel, A History of Illuminated Manuscripts, London 2016.
Lucia Castelfranchi Vegas, Il libro miniato in Italia. Dal Medioevo al Rinascimento, Milano 2000.
Giordana Mariani Canova (a cura di), Libri d’ore e devozione privata nel Medioevo, Firenze 2008.
Il Tempo della devozione. Libri d’ore italiani tra Medioevo e Rinascimento, catalogo della mostra (Roma 2025-2026), a cura di F. Manzari, L. Tongiorgi Tomasi, E. Antetomaso e M.Guardo, Roma 2025.
Marcantonio MASSIMO Roma 15 Febbraio 2026

