di Silvana LAZZARINO
Storie di perdita e migrazione, ferite legate alla dittatura al lutto, come alla violenza, al bisogno di verità per le vittime dimenticate, si susseguono nelle atmosfere proposte dalle rappresentazioni teatrali che si svolgono nella V edizione di Herencias – scritture di memoria e identità, a partire dal 4 maggio 2026 presso il Teatro Palladium – Università Roma Tre ad intresso libero.
Tra voci, suoni e scene di grande impatto visivo ed emozionale emerge la forza e l’energia della cultura civile ispanica che trova nuova vita nel ciclo di performance teatrali e dialoghi sulle parole della memoria: vittima, attesa, testimone, terrorismo, educazione, fosse, corpo. Un lessico di testimonianza dei traumi del passato che si confronta con un presente ancora segnato da discriminazione, violenza, emarginazione.
La rassegna propone un ricco programma curato da Simone Trecca e organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Straniere dell’Università Roma Tre, con la Real Academia de España a Roma e con l’Instituto Cervantes di Roma.
I riferimenti sono a importanti testi teatrali di autrici e autori provenienti da Spagna (Andalusia, Madrid, Paesi Baschi, Valencia), Argentina, Messico. Dopo l’anteprima del 29 aprile 2026 con la rappresentazione presso la Real Academia de España a Roma di De Algùn Tiempo a esta parte (in lingua originale) di Max Aub, diretto e interpretato da Esther Lázaro, dedicato alla vicenda di una ebrea nella Vienna appena annessa al Terzo Reich, che dialoga con il marito defunto ripercorrendo la perdita del figlio, della dignità e dei propri diritti schiacciata dalla violenza nazista, il 4 maggio è la volta di Ovillo. Fili di memoria che viene rappresentato al Teatro Palladium di Roma Tre. Dedicato alle storie di quattro donne, scritto da Sonia Gregorio, con traduzione di Angela Di Matteo, regia di Alessia Oteri e in collaborazione con Metis Teatro.

Il testo che si ispira alla storia familiare dell’autrice e alle testimonianze reali del collettivo Hormigas bordadoras, restituisce voce a madri, figlie, mogli e sorelle che sono rimaste “da questo lato” (della frontiera) con i propri uomini emigrati negli Stati Uniti. Sospese nell’attesa e legate a ricordi di gioventù svaniti, esse si aggrappano a qualche sporadica telefonata dall’altro lato della frontiera. Un’occasione per riflettere sull’assenza e sulla distanza affettiva che attraversano il testo e le vite delle protagoniste come testimoniato dal dialogo successivo alla rappresentazione tra Sonia Gregorio e Angela Di Matteo.
L’ultima cena in programma il 5 maggio alle ore 18.30 sempre al Teatro Palladium, è lo spettacolo scritto da Ignacio Amestoy, con la traduzione a cura di Simone Trecca e regia di Gabriela Praticò, aiuto regia Gigi Palla, dove viene messo in scena il confronto tra Xabier, militante ETA in fuga tornato a casa dopo 12 anni di silenzio e assenza ed il padre, un intellettuale che avverte la sconfitta per via di un mondo che non riesce a comprendere. Sospesi tra rancori e affetto mentre sono seduti ad un banchetto ben organizzato, padre e figlio, pur cercando una via di fuga vero l’immortalità, non possono sottrarsi allo stesso destino.
Il giorno successivo il 6 maggio alle ore 19.00 è la volta di “La sfera che ci contiene” di Carmen Losa, con traduzione di Francesca Leonetti, regia Matteo Tarasco. Sul palco Alessandro Grima e Arianna Ilari, danno vita ad una ricostruzione della storia educativa spagnola tra la metà del XIX secolo e la metà del XX, riportando alla memoria collettiva la dimenticata “República de los Maestros” e il ruolo decisivo di maestre e maestri che, con un progetto pedagogico progressista, aspiravano a trasformare la società, portando conoscenza anche nelle aree più marginalizzate. Un progetto che viene interrotto dalla dittatura franchista.

Citiamo anche “I mangiatori di terra” di Mafalda Bellido, traduzione Francesca Leonetti in collaborazione con Teatro Golden e “Malaguenas” (Gene rosso) di José Cruz, traduzione Carlotta Paratore. in collaborazione con la compagnia di teatro universitario Papeles en el tablado, rispettivamente in scena il 7 maggio alle 18.30 e l’8 maggio alle 19.00
Silvana LAZZARINO Roma 3 Maggio 2026
