di Luigia BRADAMANTE
ROBERTO DONATELLI E UGO LUCCICHENTI AL CIVICO 22 DI VIA PANAMA
In uno splendido appartamento posto al civico 22 di Via Panama si è inaugurata pochi giorni fa una mostra dedicata ai lavori più recenti di Roberto Donatelli, gli Elettrici, una serie di oli e smalti su tela in cui il pittore si esercita sulle sontuose combinazioni cromatiche che sono la caratteristica più tipica della sua ricerca. Lo spazio che ospita le opere di Donatelli, uno dei pochi pittori contemporanei italiani che possono vantare un ottimo e radicato mercato internazionale, non è stato scelto a caso. Ci troviamo infatti all’interno di un luogo di interesse architettonico rilevante: la prima palazzina progettata da Ugo Luccichenti, l’architetto che nel trentennio 1935-1965 fu l’indiscusso protagonista della migliore edilizia residenziale della Capitale.

L’idea di utilizzare le sofisticate soluzioni architettoniche inventate da Luccichenti nel ’35 come scena di eventi d’arte è di Barbara Nardi, broker manager di Coldwell Banker Barbera Group. La mostra di esordio del suo progetto è centrata sul contrappunto tra l’eleganza dell’architettura razionalista pre War dell’immobile di Via Panama e l’elettrico cromatismo anni ‘2000 di Donatelli. La felice alchimia che ne deriva ci ricorda la vocazione della casa e dei luoghi in cui si svolge la vita dell’uomo a essere dimore per l’arte.

Chi è Roberto Donatelli
Molta acqua è passata sotto i ponti dagli emozionanti anni ’70, gli anni dell’esordio di Roberto Donatelli nel mondo dell’arte, ma da quell’incipit fulminante bisogna necessariamente partire per comprendere l’ampio respiro della ricerca di questo artista di lungo e articolato corso. Poco più che adolescente, Donatelli ha infatti goduto del privilegio di formarsi in un ambiente del tutto speciale: lo Studio di Giuseppe Morra, uno degli illuminati galleristi che, sul finire dell’era del boom economico, avevano saputo trovare la chiave per collocare Napoli al centro della scena dell’arte contemporanea internazionale. In un’epoca ribollente di scontri, fermenti e sperimentalismi estremi, a Napoli si proponevano esperienze di assoluta avanguardia non solo nel campo delle arti visive, ma anche in quelli del teatro e della musica, dando vita a contaminazioni capaci di segnare in modo indelebile gli artisti che le attraversavano.
Attraverso Giuseppe Morra, Donatelli entra in contatto con i protagonisti di avanguardie estreme come l’Azionismo viennese e la Body Art e, per mantenersi, si propone come reporter delle urticanti performances di artisti del calibro di Hermann Nitsch, Günter Brus, Rudolf Schwarzkogler, Andreas Lüthi, Marina Abramović, Gina Pane e Ketty La Rocca. I reportage fotografici dei viaggi compiuti al loro seguito sono considerati documenti di rilevante valore, spesso pubblicati o, addirittura, musealizzati.

La fedeltà alla pittura
Da quel folgorante imprinting Donatelli ha mutuato il respiro internazionale impresso con determinazione alla sua carriera – svoltasi con successo tra Napoli e Roma, Nord ed Est Europa, isole greche e Los Angeles – riuscendo però a preservare il tratto personale della sua ricerca. Nei commenti dei critici che si sono occupati del suo lavoro, a partire dalle voci eminenti di Enrico Crispolti e Vitaliano Corbi, la strenua fedeltà alla sua ispirazione è stata costantemente sottolineata. Si è in particolar modo sottolineata la sua ostinata difesa delle ragioni della pittura, un linguaggio ritenuto esausto e superato proprio negli anni e negli ambienti in cui Donatelli si stava formando, ma al quale l’artista non ha mai voltato le spalle.

Artista di poliedrico talento con esperienze nel campo della fotografia, della scultura, del design e persino della creazione di gioielli, Donatelli non ha mai nascosto di considerarsi soprattutto un pittore. Nel campo della pittura si è addentrato in studi approfonditi e sperimentazioni costanti divenendo un vero e riconosciuto esperto del medium.
Pur concedendosi digressioni nel campo della pittura figurativa, dagli anni ’80 dipinge prevalentemente serie di opere che si innestano nella tradizione novecentesca dell’informale e dell’espressionismo astratto americano. Il colore è l’assoluto protagonista dei suoi lavori. L’esplosiva gamma cromatica della sua pittura nasce da miscele di pigmenti che Donatelli compone con la sapienza di un pittore antico.
Luigia BRADAMANTE Roma 17 Maggio 2026
ROBERTO DONATELLI
Elettrici
Un progetto espositivo di
Barbara Nardi
Coldwell Banker – Barbera Group
Via Panama, 22 – Roma fino al 22 maggio 2026
Testi critici in catalogo: Enzo Battarra, Enrico Mascelloni, Giuseppe Morra
Organizzazione Barbara Nardi Art Events
Ufficio stampa: Scarlett Matassi – +39 345 0825223
