Al Cinema Azzurro Scipioni “Cyr@no.org” una pellicola “tutta al femminile” in “un mondo di maschi dissociati”

di Marco FIORAMANTI

 “CYR@NO.ORG” un film di Andrés Arce Maldonado 

con Igor Mattei, Giorgia Fiori, Ivana Pantaleo.

Prodotto da Francesco Paolo Montini per Movie Factor

 

IO SONO SOLO UN’OMBRA E TU, ROSSANA, IL SOLE

La sala azzurra di Silvano Agosti, riaperta da oltre un anno nella storica sede in Prati, grazie al sostegno della BNL e BNP Paribas, ha presentato nelle sere di venerdì e sabato scorso quella che viene chiamata una dramedy. Cioè quando una storia vede mescolati tra loro ingredienti-drama (contenuti seri, personaggi complessi, riprese non in sequenza con una sola macchina da presa, riprese in interni ed esterni) e ingredienti-comedy (diatribe verbali, arguti botta e risposta, uso dell’iperbole).

Il titolo è già una pista spianata. Protagonista è Marco, agente pubblicitario nell’impresa del suocero, un Cyrano telematico (Igor Mattei, come sempre magico e brillante) maestro nell’eleganza della parola ma ingenuo e incapace nell’agire ‘sotto pathos’. Legato a Claudia (un’ottima e ‘insensibile’ Ivana Pantaleo nella parte) da un amore forse appiattito dal tempo [“Tu non ti sei sposato con me, ti sei sposato ‘contro’ di me!”], incontra negli scambi in chat una ‘super’ Lia (l’esplosiva, cinica, escort digitale Giorgia Fiori) in cui si confonde e da cui non riesce più a togliere gli occhi (e i tasti) di dosso.

Marco la perde, insieme a casa e lavoro, e si rifugia dagli “amichi”, vitelloni felliniani dell’era digitale, oziosi e indolenti, privi di aspirazioni, diversi perfino da quelli sfigati di Nanni/Michele (Ecce Bombo, ndr), blindati all’epoca in sedute di autocoscienza. Ignavi dell’esistenza, dal catcalling di vecchia e abusata maniera, i maschi quarantenni del III millennio passano al chatcalling nel metaversodella Tindermania. Da una sub-cultura all’altra. Sbracati su letti disfatti, avvolti nell’aura di un potenziale limbo erotico, invocano l’aiuto di Marco, scopertosi poeta, artefice di messaggi-in-chat di rara bellezza e soprattutto efficacia.

Marco e Lia
Andrés Arce Maldonado

L’intreccio del film è elegante, leggero e profondo al contempo e si fa via via sempre più complesso, le atmosfere, le storie, i personaggi si moltiplicano ed entrano in un vortice che li avvolge in una spirale di autodistruzione. Vengono tuttavia espressi anche temi delicati nell’area prismatica dei sentimenti.

Una “pellicola” comunque tutta femminile, nella voce, nel linguaggio e nelle decisioni, in un mondo di maschi dissociati e fatiscenti. Raccontata in un caleidoscopico mondo contemporaneo dove il verosimile filmico si fa dura e spietata realtà questa risulta allineata negli stereotipi di universi paralleli, inamovibili come quelli di un binario morto. Ottimo il montaggio e il finale a sorpresa, peccato per le numerose viste a volo d’uccello della periferia romana – “fegatelli” da telefilm e serie americane – che a lungo andare stancano e declinano l’attenzione dello spettatore.

Bravo il regista, Andrés Arce Maldonado, alla sua settima lunga rappresentazione, a navigare sicuro tra le nuove, profonde ferite che la realtà virtuale da qualche decennio ci ha inferto nostro malgrado. Completano il cast Carmen Giardina, Francesca Palmas, Vitalia Ippolito, Giulia Bartoli e Viktorie Ignoto, Francesco Falabella, Roberto D’Alessandro, Lorenzo Carcasci, Sandro Calabrese, Ermanno De Biagi (il suocero) e Nicholas Brenci.

Marco FIORAMANTI  Roma 21 Settembre 2025