di Silvana LAZZARINO
“Siete e Roma” la mostra di Pedro Cano esposta al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma dal 18 aprile 2026- L’esposizione aperta fino al 7 giugno 2026 riunisce oltre cento opere dell’artista spagnolo con due nuclei fondamentali della sua produzione’ Siete’ e ‘Roma’ rispettivamente dedicati alla condizione umana e alla Città eterna
Scenari dove a trionfare sono architetture e scorci di rara bellezza legati a Roma a testimoniare una tradizione che dura nel tempo, ma anche contesti che raccontano la fragilità dell’esistenza come quella di immigrati, poveri, ed esclusi, trovano un nuovo respiro nelle opere di Pedro Cano (Blanca, Murcia, 1944) esposte dal 18 aprile 2026 a Roma presso ill Casino dei Principi di Villa Torlonia.
“Pedro Cano. Siete e Roma”, questo il titolo del progetto espositivo promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, riunisce attraverso oltre cento opere due nuclei fondamentali della recente produzione dell’artista spagnolo: il ciclo pittorico Siete e una selezione di opere dedicate a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni, considerandola una patria elettiva e un luogo di costante ispirazione.

Dopo la formazione presso la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid e la vittoria del Prix de Rome presso l’Accademia di Spagna che gli ha dato l’occasione di trasferissi a Roma, Pedro Cano, ha sviluppato una carriera internazionale che lo ha portato ad esporre in importanti città europee e americane.
Ideata e organizzata dalla Fundación Pedro Cano grazie alla collaborazione dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia e con il sostegno della Fundación Cajamurcia, dell’Instituto Cervantes e di Nostrum Simul, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura, la mostra è curata da. Giorgio Pellegrini con il coordinamento di Raquel Vázquez-Dodero Fontes.

Il ciclo pittorico Siete esposto al primo piano è il risultato di riflessioni e appunti che lo stesso artista ha raccolto negli anni e che poi al compimento dei suoi 75 anni, ha riorganizzato in un ciclo unitario articolato in sette trittici in bianco e nero su pannelli orizzontali di 120 x 180 cm. Al centro dei sette trittici della serie quali: Gioco, Lavoro, Biciclette, Interno, Salto, Attesa e Carico che riuniscono 21 opere a olio su tela, accompagnati da disegni e schizzi preparatori, sono temi universali quali la migrazione, l’ingiustizia, il lavoro, la sofferenza, senza dimenticare il motivo della solidarietà e l’aiuto reciproco su cui l’artista pone l’accento.

La vulnerabilità e la dignità della condizione umana sono gli aspetti con cui lo spettatore/ visitatore è chiamato a confrontarsi entrando con lo sguardo e il pensiero in queste storie dipinte dove figure a grandezza quasi naturale di uomini e donne sono colte in posture sospese come a fermare quel tempo; il loro tempo in cui riconoscersi in un destino da accogliere per rinascere. La tensione emotiva è esaltata dal bianco e nero che domina e dall’assenza di elementi superflui, invitando così a soffermarsi sui gesti, sulle posture e sulle relazioni silenziose tra le figure.

Il visitatore confrontandosi gradualmente con le diverse tematiche trattate, dal Gioco al Carico, è accompagnato lungo un percorso dove confrontarsi con tematiche universali entro una dimensione sospesa e senza tempo che apre alla riflessione e all’empatia. Realizzate tra il 2018 e il 2019, le opere sono state esposte nel 2019 nella Chiesa delle Verónicas di Murcia, nel 2023 presso Casa de Vacas di Madrid e nel novembre 2025 nella Chiesa della Misericordia a Palma de Mallorca.

Le 48 opere dedicate a Roma sono allestite al piano terra del Museo: in prevalenza sono acquerelli su carta di cui alcuni inediti, affiancati da una selezione di sette taccuini di viaggio con appunti e vedute della città.
Con le vedute classiche – come quelle del Pantheon, del Colosseo e di altri luoghi emblematici – in dialogo con gli scorci intimi e le prospettive dipinte, si entra in un’atmosfera più intima e contemplativa che restituisce tutta la magia della Città Eterna in cui si intrecciano memoria, luce e architettura a testimoniare oltre mezzo secolo di legame artistico tra Cano e Roma.
Attraverso i taccuini si ha l’occasione di immergersi nel lavoro vero e proprio dell’artista poiché rivelano testimonianze dirette del suo processo creativo dove non mancano appunti, studi di luce, con cui viene restituita l’evoluzione del suo sguardo sulla città.

I quaderni di Pedro Cano sono infatti ritenuti uno dei nuclei più riconoscibili e poetici della sua produzione, non sono semplici taccuini preparatori, ma opere autonome, veri e propri diari visivi nei quali l’artista registra luoghi, incontri, atmosfere e stati d’animo attraverso l’acquerello, il disegno e l’appunto scritto. Durante i suoi continui spostamenti tra Europa, Medio Oriente e America, Cano fin dagli anni Settanta ha sviluppato l’abitudine di appuntare su piccoli quaderni le sue impressioni immeditate rispetto ad una luce particolare o ad un dettaglio architettonico, ma anche rispetto ad una figura incontrata per strada o ad un paesaggio intravisto dal finestrino di un treno. Questo ha fatto si che molti dei suoi cicli pittorici successivi fossero il risultato di appunti e intuizioni riportate sui quaderni. Le opere riferite ai due cicli: quello esposto al primo piano del museo dall’atmosfera drammatica ricca di consapevolezza e volta a richiamare empatia e quello al paino terra dedicato a Roma dall’atmosfera lirica e autobiografica, sono apsetti complementari di un vissuto che abbraccia il senso di collettività e di memoria personale, tra condizione umana ed esperienza vissuta. Ad accompagnare la mostra è il catalogo edito da José Luis Montero.
L’esposizione è realizzata nell’ambito del progetto portato avanti da diversi anni dalla Sovrintendenza Capitolina, legato allo studio e alla conoscenza di figure di artisti di varia provenienza e formazione, operanti a Roma nel XX secolo e che con la città hanno stabilito una relazione privilegiata e un forte legame di appartenenza contribuendo alla sua vita culturale e artistica.
Le opere di Pedro Cano sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e museali, tra cui i Musei Vaticani, il Meadows Museum di Dallas e il Pantheon di Roma. Nel 2008 ha presentato alle Terme di Diocleziano il ciclo Identità in transito, successivamente esposto a Firenze, Murcia e Madrid. Dal 2008 un suo autoritratto è conservato nel Corridoio Vasariano degli Uffizi. Dal 2013 l’artista fa parte dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
Silvana LAZZARINO Roma 19 Aprile 2026
Pedro Cano. Siete e Roma
Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi. Via Nomentana 70, Roma
Orario: dal martedì alla domenica ore 9.00 – 19.00.. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giorni di chiusura: lunedì e 1° maggio
18 aprile – 7 giugno 2026
Informazioni: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Info e biglietti: www.museivillatorlonia.it
