Affluenza record all’Ara Pacis per la mostra “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” (fino al 3 maggio 2026)

di Silvana LAZZARINO

Affluenza record all’Ara Pacis: l’arte europea incanta Roma con “Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” fino al 3 maggio 2026
Continua l’affluenza di visitatori alla mostra in corso nella Capitale presso il Museo dell’Ara Pacis: “Degas – Matisse– Picasso– Renoir– Van Gogh. Impressionismo e oltre. Capolavori dal Detroit Institute of Arts” aperta dallo scorso 4 dicembre e visibile fino al 3 maggio 2026.
Un successo senza precedenti che in soli tre mesi dall’apertura ha superato i 110.000 ingressi, confermandosi uno degli appuntamenti culturali più seguiti della stagione romana.
Il percorso propone una selezione straordinaria di cinquantadue capolavori, dei grandi maestri dell’arte europea dal XIX al XX secolo provenienti dal Detroit Institute of Arts una delle maggiori istituzioni museali degli Stati Uniti.
Queste le parole espresse da Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale:
“È una grande soddisfazione il successo della mostra ‘Impressionismo e oltre’ in corso all’Ara Pacis. I 110mila ingressi registrati in tre mesi, dai primi giorni di dicembre fino ad oggi, testimoniano il forte apprezzamento sia per la scelta artistica delle opere, e l’alto livello che ci è stato consentito dal prestito dei capolavori del Museo di Detroit ‘Institute of Arts’, sia per la vitalità dei visitatori, che hanno scelto di accedere alla mostra affrontando file importanti. Per questa ragione siamo felici di poter prolungare, a partire dal prossimo 27 marzo, l’orario di apertura della mostra nelle giornate di venerdì, sabato e domenica fino alle 20.30. L’esposizione sarà visitabile fino al 3 maggio e con i numeri finora registrati, raggiungeremo probabilmente un totale di oltre 250mila ingressi, un numero davvero straordinario”.
L’esposizione curata da Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi offre al pubblico la possibilità di ammirare un insieme di capolavori europei realizzati tra gli anni Quaranta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, alcuni dei quali entrati nelle collezioni del museo statunitense già poco dopo la loro esecuzione e oggi finalmente in Italia.
Questi capolavori a firma dei pionieri dell’impressionismo  tra cui Degas e Renoir, dei protagonisti delle avanguardie parigine quali Matisse e Picasso, passando per le innovazioni di Van Gogh per giungere infine agli sperimentatori dell’arte tedesca come Kandinsky e Beckmann, documentano una fase cruciale della storia dell’arte, attraversata da trasformazioni profondeche contribuirono a ridefinire il linguaggio pittorico moderno. La mostra promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura., restituisce, un viaggio attraverso cinquant’anni di creatività europea che riunisce i protagonisti della modernità. Così a partire dal dialogo tra luce e colore, natura e città, realtà e astrazione, viene restituito un percorso in cui la pittura europea rompe con le convenzioni accademiche, arrivando a sperimentare prospettive inedite che spalancano le porte alle straordinarie rivoluzioni artistiche del XX secolo.
Ad aprire il percorso della mostra sono opere che hanno segnato il profondo cambiamento nato in seno all’arte francese quando realisti ed impressionisti si dedicano a raffigurare la vita moderna, mettendo in risalto la quotidianità e la percezione diretta della luce. In questa fase, i pittori europei iniziano a mettere in discussione le convenzioni artistiche tradizionali, interrogandosi sul legame tra ciò che si vede e ciò che è reale, aprendo la strada a una rivoluzione che, in pochi decenni, porterà alle avanguardie del Novecento.
Cezanne, Bathers

Accogliendo la sollecitazione di Charles Baudelaire a rivolgere lo sguardo verso la vita contemporanea, gli artisti francesi individuano nella modernità urbana e nella luce naturale nuove fonti di ispirazione per le loro opere.

Edgar Degas, Dancers in the Green Room
Accanto ai cinque dipinti di Edgar Degas, si possono ammirare il celebre “Bagnanti” di Paul Cézanne e la raffinata “Donna in poltrona” (1874) di Pierre-Auguste Renoir, scelta come immagine rappresentativa della mostra.
Renoir, Woman in an Armchair

A queste opere si aggiungono due lavori più tardi di Camille Pissarro e Alfred Sisley, insieme a un dipinto di Max Liebermann che, realizzato nel 1916, dimostra come la poetica impressionista abbia continuato a essere vitale e influente anche oltre i confini francesi.

Van Gogh, Vase with Carnations

Si prosegue poi con l’osservare i risultati dopo il 1886, anno dell’ultima mostra impressionista, con cui la pittura francese evolve verso una visione sempre più strutturata, con una definizione più solida delle forme e una valorizzazione del colore come elemento espressivo indipendente. A testimoniare questa evoluzione è l’opera di Cézanne databile ai primi del Novecento; “La Sainte-Victoire”, mentre, i dipinti di Renoir restituiscono un artista profondamente trasformato dalla reinterpretazione della tradizione. Una lettura tutta personale della realtà è quella presente nelle opere di Vincent Van Gogh mediante una pennellata vibrante e ritmica con cui trasmette con energia il suo stato d’animo e le emozioni. In questo periodo, come sottolineato dal critico inglese Roger Fry che diede origine al termine “postimpressionismo”, l’opera d’arte si distacca dal legame diretto con il mondo reale, diventando un’armonia autonoma che esiste parallelamente al mondo visibile.

Van Gogh, Bank of the Oise at Auvers
Matisse, The Window

Ai primi vent’anni del Novecento è dedicata la parte centrale dell’esposizione periodo in cui Parigi si impone quale capitale mondiale dell’arte e vede affermarsi figure decisive come Pablo Picasso e Henri Matisse. In particolare, le sei opere di Picasso presenti in mostra, illustrano la ricchezza e la complessità della sua evoluzione artistica procedendo dal periodo rosa con un dipinto a quello cubista con due dipinti, fino ad arrivare a tre ritratti di donne sedute, realizzati dopo il 1920, che rappresentano tappe decisive della sua maturità creativa. I tre dipinti di Matisse, datati tra il 1916 e il 1919, raccontano invece la trasformazione del suo stile: che dal rigore geometrico delle prime sperimentazioni passa ad una pennellata più morbida e fluida, traccia evidente dell’influsso di Renoir.

A completare questo affascinante scenario parigino, sono le opere cubiste di María Blanchard – unica artista donna della selezione dal DIA – e di Juan Gris, accanto ai dipinti espressionisti di Amedeo Modigliani e Chaïm Soutine, due figure centrali della celebre Scuola di Parigi.
Modigliani, A Woman
L’Avanguardia tedesca chiude il percorso con tre dipinti di cui sono autori Max Pechstein, Wassily Kandinsky e Lyonel Feininger appartenenti ai grandi movimenti d’anteguerra, Die Brücke e il Blaue Reiter.
Kandinsky, Study for Painting with White Form

A testimoniare il dramma della Germania dopo la sconfitta della guerra sono Erich Heckel Karl Schmidt-Rottluff nelle cui opere emerge il malessere esistenziale che si ritrova nei lavori di Emil Nolde, Oskar Kokoschka e Max Beckmann unitamente alla denuncia della guerra e del razzismo.

In linea con i principi di inclusione e accessibilità, in mostra sono previsti percorsi multisensoriali, visite integrate, laboratori creativi. All’interno dell’itinerario espositivo, infatti, sono posizionati dispositivi di accessibilità e i video LIS sottotitolati, realizzati in collaborazione con l’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza e Rai Pubblica Utilità.
 Per tutto il periodo di apertura dell’esposizione è inoltre previsto un servizio di visite tattili e visite con interpreti LIS gratuite, in collaborazione con il Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale, la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio e Zètema Progetto Cultura.
La presenza quotidiana di oltre 1.300 visitatori, riscontrata, è la conferma del sempre più vivo interesse sia da parte del pubblico italiano, sia di quello internazionale per un percorso espositivo di altissimo profilo. Le sale del Museo dell’Ara Pacis diventano così teatro di un viaggio straordinario tra i capolavori immortali di Cézanne, Renoir, Van Gogh, Degas, Matisse, Picasso, Kandinsky e degli altri grandi maestri tra Otto e Novecento. La mostra si afferma come un vero e proprio evento culturale, capace di unire rigore scientifico e una partecipazione senza precedenti, offrendo un allestimento accessibile e dunque inclusivo.
A partire dal 27 marzo 2026 l’orario di visita alla mostra è stato prorogato fino alle 20.30 nelle giornate di venerdì, sabato e domenica (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura) mente dal lunedì al giovedì l’orario resta invariato (9.30–19.30). In vista del grande afflusso di visitatori, in particolare durante il fine settimana è consigliata la prenotazione online su www.arapacis.it
Silvana LAZZARINO  Roma 8 Febbraio 2026

Impressionismo e oltre.

Capolavori dal Detroit Institute of Arts

a cura di Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi
Museo dell’Ara Pacis
Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00186 Roma
fino al 3 maggio 2026
Biglietti (solo mostra): intero €15; ridotto €13; prevendita €1
Per maggiori informazioni
tel. 060608 (tutti i giorni dalle ore 9.00 – 19.00)