Ad Aosta il 18 luglio 2025 inaugura la mostra “Brassaï. L’occhio di Parigi” (Centro Saint-Bénin, fino al 9 Novembre)

redazione

Nell’immaginario collettivo il volto di Parigi, ovvero della Ville Lumière viene identificato negli scatti poetici di Brassaï tra i più significativi protagonisti della fotografia del XX secolo, definito dall’amico Henry Miller “l’occhio vivo” della fotografia. Un approfondito e inedito percorso sulla sua opera che racconta con sguardo attento e accogliente la Parigi della Belle Époque, degli intellettuali, degli artisti, delle famiglie nobili, ma anche delle prostitute e dei mascalzoni, è restituito dalla retrospettiva Brassaï. L’occhio di Parigi che inaugura il 18 luglio 2025 presso il Centro Saint-Bénin di Aosta.

Curata da Philippe Ribeyrolles, studioso e nipote del fotografo di cui detiene un’inestimabile collezione di stampe oltre ad un’estesa documentazione relativa al suo lavoro di artista, l’esposizione è promossa dall’Assessorato ai Beni e attività culturali, Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta ed è prodotta da Silvana Editoriale.

Accanto alle celebri immagini dedicate alla capitale francese con oltre 150 stampe d’epoca dai quartieri operai ai grandi monumenti simbolo, dalla moda ai ritratti degli amici artisti, fino ai graffiti e alla vita notturna, sono presenti sculture, documenti e oggetti appartenuti a Brassaï. L’assessore ai Beni e alle Attività Culturali Sistema educativo e Politiche per le relazioni intergenerazionali della Regione autonoma Valle d’Aosta Jean-Pierre Guichardaz dopo aver sottolineato come l’assessorato abbia intrapreso in questi anni un percorso con obiettivi educativi, culturali e civili, ha affermato come:

Ogni mostra e ogni investimento pubblico che l’accompagna è stata considerata uno strumento per suscitare emozioni, generare conoscenza, stimolare senso critico e competenze, costruire alfabeti comuni. In questo contesto la Struttura Attività espositive e promozione identità culturale ha cercato di porsi come un presidio culturale attivo, in dialogo con la comunità, con il sistema educativo, con la rete delle istituzioni e degli attori culturali del territorio”.

Ungherese di nascita – il suo vero nome è Gyula Halász, sostituito dallo pseudonimo Brassaï in onore di Brassó, la sua città natale- ma parigino d’adozione, Brassaï (Brașov, 9 settembre 1899 – Èze, 8 luglio 1984) vanta una formazione cosmopolita, mostrandosi osservatore curioso, acuto e sensibile. Dopo essere stato a Berlino per gli studi d’arte, sceglie di dedicarsi principalmente alla fotografia attorno al 1929, ovvero solo dopo il suo definitivo trasferimento nella capitale francese dove incontra artisti e scrittori celebri come Dalì, Matisse, Prevert e Picasso che gli aprono le porte dei salotti intellettuali, permettendogli di partecipare allo straordinario fermento culturale che investi Parigi in quegli anni irripetibili.

Autoportrait-Boulevard-Saint-Jacques-Paris-1930-1932–Estate-Brassa-Succession-Philippe-Ribeyrolles

E grazie a questi incontri che ha l’occasione di accostarsi, al surrealismo da cui trae una certa ispirazione per lo stile della sua arte fotografica che dalla realtà, finisce per restituire una visione talora irreale dovuta alla complessità con cui utilizza i campi di luci attraversati da ombre taglienti. Sono gli oggetti più semplici e ordinari che permettono a Brassaï di elaborare una nuova visione degli stessi restituendo ad essi un altro significato attraverso insolite giustapposizioni che ne decontestualizzano l’aspetto ordinario e più famigliare. Da questa percezione della realtà trae spunto per i suoi graffiti a partire dal 1929. A pochi anni di distanza esce nel 1933 il suo volume “Paris de Nuit”, un’opera fondamentale nella storia della fotografia francese.

Della capitale francese, di cui ha immortalato anche l’atmosfera notturna dell’epoca e il suo popolo: lavoratori, prostitute, clochard, artisti, girovaghi solitari, ha saputo focalizzare ogni situazione e dettaglio nelle diverse sfumature di luce, passando dal giorno alla notte per restituirne bellezza, malinconia e gioia. Così , unitamente alle vedute architettoniche e agli spazi interni e più confinati, si lascia catturare dalle persone nelle loro ordinarie mansioni e tempo libero fatti di incontri, e divertimento.

Le-Baiser-c.-1935-37–Estate-Brassa-Succession-Philippe-Ribeyrolles

Queste le parole del curatore Philippe Ribeyrolles:

Esporre oggi Brassaï significa rivisitare quest’opera meravigliosa in ogni senso, fare il punto sulla diversità dei soggetti affrontati, mescolando approcci artistici e documentaristici; significa immergersi nell’atmosfera di Montparnasse, dove tra le due guerre si incontravano artisti e scrittori, molti dei quali provenienti dall’Europa dell’Est, come il suo connazionale André Kertész”.
Couple-au-bal-des-Quatre-Saisons-rue-de Lappe-500dpi–Estate-Brassa-Succession-Philippe-Ribeyrolles

Uomini, donne, bambini sono ritratti nella loro essenza e autenticità di gesti, sguardi, relazioni. Ma oltre alla fotografia di soggetto, la sua esplorazione dei muri di Parigi e dei loro innumerevoli graffiti testimonia il legame di Brassaï con le arti marginali e l’art brut di Jean Dubuffet.

Il suo lavoro originale, durante l’arco della sua carriera viene notato da Edward Steichen, che lo invita a esporre al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1956: la mostra “Language of the Wall. Parisian Graffiti Photographed by Brassaï” riscuote un enorme successo. I legami del fotografo con l’America si concretizzano anche in una assidua collaborazione con la rivista “Harper’s Bazaar”, di cui Aleksej Brodovič fu il rivoluzionario direttore artistico dal 1934 al 1958. Per “Harper’s Bazaar” il fotografo ritrae molti protagonisti della vita artistica e letteraria francese, con i quali era solito socializzare. I soggetti ritratti in quest’occasione saranno pubblicati nel volume Les artistes de ma vie, del 1982, due anni prima della sua morte avvenuta nel 1984, subito dopo aver terminato la redazione di un libro su Proust cui aveva dedicato per diversi anni. Il suo corpo è sepolto nel cimitero di Montparnasse, nel cuore della Parigi che ha celebrato per mezzo secolo.

Ad accompagnare la mostra che resterà aperta fino al 9 novembre 2025, è il catalogo bilingue italiano-francese edito da Silvana Editoriale, con testi di Philippe Ribeyrolles, Daria Jorioz, Silvia Paoli e Annick Lionel-Marie.

Silvana LAZZARINO  Roma 13 Luglio 2025

Brassaï. L’occhio di Parigi

Centro Saint-Bénin Via Festaz 27 – Aosta

 orari: martedì-domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.

Biglietti: Intero 8 euro, ridotto 6 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni.

Per informazioni: Regione autonoma Valle d’Aosta

Struttura Attività espositive e promozione identità culturale

Tel. 0165 275937, Tel. 0165.272687

www.regione.vda.it

inaugurazione 18 luglio 2025 ore 18,00

19 luglio al 9 novembre 2025