di Silvana LAZZARINO
Lo scorso 24 agosto nella Capitale in Viale degli Ammiragli (Prati) sono stati abbattuti due lecci maturi, trapiantati pochi mesi fa da Viale Mazzini.
La presidente di CURAA Jacopa Stinchelli annuncia:
âIl circolo vizioso delle motoseghe continua a Roma, tutto a favore delle biomasse, sugli introiti delle quali nessuno sembra voler fare chiarezzaâ.
Oggi si aggiungono nuovi danni al patrimonio arboreo, oltre alla beffa. I romani ricorderanno come, nel mese di marzo 2026, centinaia di alberi di pregio â lecci, platani, cipressi e paulonie â siano stati distrutti e smembrati per fare posto ai mega cantieri della futuribile Metro C nel Municipio I, in un momento storico in cui la lotta al cambiamento climatico e la tutela del patrimonio verde dovrebbero essere prioritĂ assolute, anche alla luce della Nature Restoration Law europea.
Trattandosi, secondo le valutazioni tecniche rese pubbliche da CURAA, di alberi sani, il loro abbattimento è stato oggetto di forti contestazioni anche sotto il profilo giuridico. Il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale sostenne che non si trattasse di abbattimenti, bensÏ di trapianti e trasferimenti in altre aree, e che le drastiche potature e mutilazioni inflitte agli alberi fossero funzionali alla loro sopravvivenza e al successivo reimpianto.
Il sindaco pubblicò il consueto video sui social, l’ufficio stampa diffuse la propria versione dei fatti e molti organi di informazione rilanciarono la notizia senza un adeguato contraddittorio. Poche, coraggiose testate diedero invece spazio alle argomentazioni scientifiche di CURAA che, attraverso l’agronomo di fama internazionale Daniele Zanzi, aveva contestato apertamente queste pratiche, ritenendole ulteriormente dannose e costose e finalizzate, di fatto, a mascherare l’ennesimo abbattimento di alberi sani.
âLi avevo definiti âalberi Frankensteinâ â prosegue Jacopa Stinchelli– per il loro aspetto inquietante e spettrale. Anche questa volta CURAA aveva ragione: due di questi malcapitati alberi sono stati abbattuti lo scorso 24 agosto, come documentato dalle fotografie qui pubblicate. Una manciata di alberi sta miracolosamente attecchendo, anche grazie alle cure e alle innaffiature quotidiane dei residenti, impietositi dalle loro condizioni spettrali. Non sappiamo invece quale sia lo stato delle poche decine di alberi deportati in luoghi che non risultano adeguatamente comunicati alla cittadinanza, a fronte di circa 300 alberi coinvolti nei lavori dei cantieri della Metro C nel solo mese di marzo 2026. Intanto si preparano altri interventi su altri cantieri, senza che siano state chiarite adeguatamente le misure di compensazione previste. Chiediamo trasparenza sui costi delle operazioni di trapianto, sulle percentuali di attecchimento, sulla destinazione degli alberi trasferiti e sull’eventuale utilizzo del materiale legnoso derivante dagli abbattimenti. Siamo a disposizione degli inquirenti e di chiunque voglia fare piena luce su quanto accadutoÂť.
Silvana LAZZARINO, Roma, 29 Agosto 2026

