Sguardi, volti, mondi ripresi a tutto campo; l’indagine senza veli negli scatti di Lisetta Carmi al Museo di Roma in Trastevere, fino al 13 marzo

di Silvana LAZZARINO

Al Museo di Roma omaggio a Lisetta Carmi con l’esposizione antologica “La bellezza della verità” che racchiude le immagini più note di una grande interprete dell’arte della fotografia

Di origini ebraiche  talento indiscusso della fotografia italiana e internazionale Lisetta Carmi (Genova 15 febbraio 1924) con un uso innovativo del medium fotografico attenta alla realtà a lei vicina e lontana, ha saputo cogliere l’anima delle cose e delle persone a partire dalla sua città: Genova.

Dai luoghi più vicini a lei a quelli più desolati e lontani, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica ha dato risalto a volti di personaggi noti e famosi nel panorama culturale e artistico, ma anche a sguardi di gente comune, senza dimenticare quella rassegnazione rubata agli occhi di quanti devono lottare ogni giorno con la povertà, la fame e la solitudine.

Lisetta Carmi, I travestiti, La Novia, Genova, 1965 – 1967, @Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti
Lisetta Carmi, I Travestiti, La Gitana, 1968 c. @Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti

E’ in corso la prima mostra pubblica a Roma a lei dedicata presso gli spazi del Museo di Roma in Trastevere patrocinata dall’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

L’antologica Lisetta Carmi. La bellezza della verità, curata da Giovanni Battista Martini e aperta  fino al 3 marzo 2019, riunisce oltre 170 scatti dell’artista genovese tra i quali numerose fotografie inedite, gli originali di alcuni “libri d’artista” da lei stessa realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, oltre ad una video intervista realizzata dal curatore e la presentazione di tre progetti editoriali sui quali Lisetta Carmi ha lavorato tra gli anni ’60 e ’70: Metropolitain, I Travestiti e Acque di Sicilia.

Un percorso esaustivo che racchiude circa venti anni durante i quali l’artista genovese si è completamente dedicata alla fotografia con sguardo autentico immortalando diversi contesti dai quello dei bambini nei campi profughi palestinesi, ai camalli del porto di Genova, sempre con quella curiosità e lucidità, punto imprescindibile per la conoscenza profonda di luoghi e persone.

Attraverso l’obiettivo la grande fotografa, donna dalla spiccata personalità, ha avuto la possibilità di comunicare quanto a lei vicino e lontano, di esplorare la realtà umana e sociale; e lo ha fatto iniziando con il riprendere oltre a Genova, i luoghi legati alla Sicilia e alla Sardegna, per proseguire con le terre fuori dall’Italia, distanti geograficamente.

Lisetta Carmi, Sicilia, 1976, ©Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti

Il percorso della mostra, suddiviso in diverse sezioni distribuite lungo il piano terra del museo fino alle sale del primo piano, scandisce infatti l’iter artistico creativo della fotografa dalle sue prime esperienze con gli scatti legati a Genova a luoghi più distanti tra cui l’America Latina, l’India, Afghanistan.

Agli inizi degli anni Sessanta realizza primi reportage nella sua Genova che è protagonista delle prime sezioni la città, il porto, un insieme di tre reportage che raccontano L’Italsider del 1962, una piccola serie di scatti fotografici dei cantieri e degli interni delle acciaierie, Genova Porto del 1964, uno dei più significativi reportage del dopoguerra sul tema del lavoro, a testimoniare l’intensa attività del porto con attenzione alla difficile situazione dei portuali, costretti a lavorare in condizioni disumane e Erotismo e autoritarismo a Staglieno del 1966 dedicato alla straordinarietà del cimitero monumentale del quartiere genovese.

Lisetta Carmi, Genova – Porto, 1964, ©Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti

Proseguendo lungo il piano terra si passa alla sezione dedicata ai Reportage i viaggi con altri tre lavori dove sono testimoniati i primi spostamenti di Lisetta Carmi. In Piadena del 1965 viene restituito un affresco d’epoca realizzato nella città della Bassa Cremonese a dare risalto a strade, portici, visi, gesti di quella che in quegli anni era considerata una sorta di laboratorio culturale. I viaggi: Capire il mondo restituiscono gli spostamenti della fotografa in Israele, America Latina, India, Afghanistan, Pakistan e Nepal con immagini di quei luoghi così distanti, ma strumento imprescindibile per la conoscenza storica di quelle realtà.

E’ poi la volta della collezione di volti con la sezione Le persone, i ritratti dove accanto agli scatti dedicati ad Ezra Pound, sono i Ritratti catturati nell’ambiente intellettuale e artistico genovese di quegli anni tra cui quelli riferiti a Lucio Fontana, Lele Luzzati, Max Bill e Konrad Wachsmann. Nella stessa sezione anche le foto, realizzate in luoghi diversi, di Leonardo Sciascia, Edoardo Sanguineti, Alberto Arbasino, Diego Carpitella, Leo Levi, Sylvano Bussotti, Elvio Fachinelli, Jacques Lacan e Michele Straniero.

A chiudere il percorso al piano terra le sezioni Metropolitan libro d’artista, realizzato da Lisetta Carmi in unica copia nel 1965  ed I Travestiti lungo “racconto” per immagini sulla comunità di travestiti del centro storico di Genova iniziata a a partire dalla notte di San Silvestro del 1965 e proseguita per i sei anni successivi. Segue la sezione Palcoscenico (1961/1964) che introduce il percorso al primo piano con una serie di immagini dedicate agli Attori e ai Musicisti di cui tra gli altri vanno citati: Luigi Nono, Carmelo Bene, Cathy Berberian, Sylvano Bussotti, Charles Aznavour, Julian Beck e Judith Malina del Living Theatre, Claudio Abbado, Luigi Dallapiccola, Zoltán Kodály e Paolo Ferrari, cui seguono undici immagini che traducono visivamente i brani per pianoforte di Luigi Dallapiccola Quaderno musicale di Annalibera restituiti in forma astratta attraverso la macchina fotografica.

Lisetta Carmi, Il porto, Lo scarico dei fosfati, Genova, 1964, ©Lisetta Carmi, courtesy Martini & Ronchetti

A chiudere questo viaggio nell’universo di persone tra lavoratori, gente comune, attori, personaggi dell’arte e della letteratura è la sequenza di fotografie forti e intense de Il Parto realizzate nel 1968 all’Ospedale Galliera di Genova dove Lisetta Carmi documenta le fasi di un parto. Ignorando la retorica della nascita.

Nel suo lavoro Lisetta Carmi ha intuito il potere di questo mezzo quale è la fotografia: le sue immagini vivono di emozioni proprio grazie alla capacità di aver saputo cogliere l’inquadratura giusta, quella perfetta. Emozioni che traspaiono da sguardi e gesti di uomini, donne, bambini di cui ha voluto lasciare una testimonianza perché a parlare fossero proprio i loro stati d’animo tra entusiasmi e speranze, desolazione e desiderio di libertà.

Il Catalogo edito da Postcart© 2018, curato da Giovanni Battista Martini, è formato da quattro volumi inclusi in un box: Volume 1 – Lisetta Carmi/La Bellezza della Verità (include intervista, biografia, i testi di G.B. Martini e di Silvana Bonfili); Volume 2 – I Travestiti; Volume 3 – Metropolitain; Volume 4 – Sicilia.

Silvana LAZZARINO   Roma ottobre 2018

LISETTA CARMI. LA BELLEZZA DELLA VERITÀ

Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/b Roma. Orario; Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00. La biglietteria chiude alle ore 19.00; 24 e 31 dicembre ore 10.00 – 14.00. Chiuso lunedì, 25 dicembre e 1 gennaio. Fino al 3 marzo 2019

Per informazioni: Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00)