di Silvana LAZZARINO
La realizzazione della tramvia TVA (Termini Vaticano Aurelio) è considerata un’opera dispendiosa (120 milioni per appena 2,8 km) e superflua, e ritenuta in palese contrasto con gli obiettivi del PNRR e dell’Agenda 2030
C’è forte preoccupazione per le nuove “prove di trazione” sui pini ad alto fusto tra Circonvallazione Aurelia, Piazza Carpegna e via Gregorio VII. È quanto espresso a gran voce dai numerosi cittadini, il Comitato dei residenti e l’Associazione CURAA – Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti.
I 155 esemplari di pini rimasti (oltre 200 quelli originari) costituiscono una rara alberatura a doppio filare di Pinus pinea, storico viale di accesso alla Basilica di San Pietro e nei secoli passati alle ville nobiliari poste “fuori porta”.

Nel giugno 2025, un agronomo aveva valutato che i pini fossero in buono stato, consigliando di effettuare un controllo dopo un anno (luglio 2026). L’intenzione di sottoporli a nuovi test, dunque, solleva dubbi sulla reale utilità di queste verifiche. La società ISAM, incaricata sostiene che gli alberi giungano alla fine del loro ciclo vitale dopo 80 anni; tuttavia, i residenti fanno notare che il Pinus pinea può vivere tra i 100 e i 150 anni in città e addirittura fino a 250 anni se cresce in parchi o pinete.
I cittadini chiedono all’Assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi maggiore trasparenza e il coinvolgimento di un agronomo indipendente che possa essere “super partes”.
I residenti sostengono che le prove di trazione sono strumentali non alla tutela della sicurezza pubblica, ma piuttosto a giustificare l’abbattimento dei pini per la costruzione della tramvia TVA: un progetto da 120 milioni di euro per appena 2,8 km, approvato senza alcuna Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Il percorso previsto per questa tramvia, considerata inutile e onerosa, risulterebbe già “monco” e incompleto, dato che non sarebbe possibile estenderlo fino a Termini, andando a interferire con l’alberatura esistente. Inoltre, l’opera è ritenuta superflua perché la zona è già adeguatamente collegata alla Stazione Termini tramite la metropolitana. Così i cittadini, sono fermamente contrari alla realizzazione della TVA, poiché comporterebbe la perdita di numerosi alberi ad alto fusto e un peggioramento significativo della qualità dell’aria.
I danni sanitari derivanti da tale situazione sarebbero gravi e irreversibili. Non si può esporre l’intera comunità, e in particolare le persone più vulnerabili (anziani e bambini) al rischio di un aumento delle malattie respiratorie e polmonari. La mancanza di alberi porterebbe a un significativo innalzamento delle temperature, poiché una via alberata può ridurre la temperatura di 4-7 gradi, eliminarla o ridurla significa contravvenire agli obiettivi del PNRR e dell’Agenda 2030.
L’avvio della TVA comporterebbe anche la perdita di oltre 600 posti auto, la riduzione delle attuali linee autobus e la rimozione della corsia preferenziale, indispensabile per la realizzazione dell’opera.
Gli abitanti del quartiere chiedono con urgenza all’Assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Eugenio Patanè, l’immediata interruzione dei lavori previsti per la realizzazione della tramvia TVA. Allo stesso tempo, chiedono che si apra un dialogo pubblico, trasparente e partecipato per discutere in modo condiviso il futuro del Trasporto Pubblico Locale nell’area Aurelio.
Silvana LAZZARINO Roma 21 Febbraio 2026
