Studi di Storia dell’Arte in onore di Fabrizio Lemme

Redazione

Uno degli eventi più attesi nell’ambito della prestigiosa Biennale Internazionale dell’Antiquariato, giunta alla 30° Edizione -dal 23 settembre al 1° ottobre-, in Palazzo Corsini, si svolgerà presso il Salone del Trono il 27 settembre alle ore 16 e sarà la presentazione del volume di “Studi di Storia dell’Arte in onore di Fabrizio Lemme”, curato da Francesca Baldassari e Alessandro Agresti, per le edizioni d’arte Etgraphiae (Roma-Foligno).

E’ un riconoscimento pensato in occasione della ricorrenza dell’ottantesimo anniversario dell’avv. Fabrizio Lemme, che cadeva lo scorso anno e che in effetti venne festeggiato con la pubblicazione di un volume, presentato in un’affollatissima Accademia di San Luca, a Roma, sulla nuova collezione di dipinti rinata, possiamo dire, dopo le varie donazioni e alienazioni, in ragione della incrollabile passione per la pittura antica che da moltissimi anni costituisce un vero e proprio elemento di vita del collezionista.

Ed anche questo volume appena licenziato delle edizioni Etgraphiae è un riconoscimento certamente dovuto alla figura di un personaggio che davvero ha attraversato non certo in una posizione di secondo piano, pur non essendo per formazione uno storico dell’arte, tutte le più importanti vicende che hanno caratterizzato il mondo dell’arte italiana e non solo, sia come collezionista e connoisseur ma anche come promotore di dibattiti, conferenze, esposizioni, oltre che come amico di tanti critici e storici dell’arte e fautore di studi e pubblicazioni negli ultimi cinquant’anni.

Fabrizio Lemme ha conosciuto e frequentato tutti i più importanti critici e studiosi, tra i quali basterà citare Italo Faldi e Federico Zeri, perché sono coloro che più di altri hanno rivestito una particolare importanza anche nella scelta dei dipinti raccolti nel corso del tempo. Di Fabrizio vanno evidenziate le grandi qualità di conoscitore della pittura barocca e rococò, di brillante e competente conversatore d’arte, di appassionato come pochi di musica lirica, ma soprattutto di fraterno amico capace di mostrare il proprio affetto in ogni circostanza; proverbiali sono diventate le cene nella sua splendida casa romana, sempre occasione di discussioni e di analisi di assoluto rilievo.

Merito dunque ai curatori del volume e all’editore, che hanno saputo coinvolgere numerosi studiosi capaci e preparati, in una pubblicazione piena di spunti e di novità, che non mancherà di attirare l’attenzione degli addetti ai lavori e di tutti gli amanti delle belle arti.